Rete Voltaire
Le contraddizioni della politica medio-orientale di Washington

Chi tira le fila del PKK ?

Chi tira le fila del PKK ?

All’inizio di agosto – ossia molto prima che i media dominanti affrontassero l’argomento – Thierry Meyssan aveva rivelato dalle nostre colonne il progetto d’intervento militare congiunto statunitense-turco contro il PKK. Tuttavia, poiché la mano destra del Pentagono ignora quello che fa la sua mano sinistra, questo piano non ha tardato a scontrarsi con un’altra realtà che viene qua analizzata da Justin Raimondo: anche lo stesso PKK è armato dal Pentagono!

Rete Voltaire
+
JPEG - 21.6 Kb

La recente minaccia agitata dai Turchi d’invadere l’Iraq per contrastare a caldo i terroristi del PKK (Partito dei "lavoratori" del "Kurdistan") costringe l’amministrazione Bush a darsi da fare per calmare Ankara ed impedirle di portare un colpo terribile all’affermazione secondo la quale l’occupazione statunitense dell’Iraq avrebbe portato "stabilità" nella regione.

Dopo tutto, il Kurdistan non è stato finora presentato come un modello di pace, di prosperità e di pura felicità - un assaggio del radioso avvenire del paese, sempre che i "disfattisti", negli Stati Uniti, non tirino via "precipitosamente" il tappeto della nostra imminente vittoria da sotto i piedi?

Vedere questa tangibile utopia schiacciata dalle forze armate turche sarebbe un disastro enorme per Washington – ma ancora peggiore sarebbe la rivelazione del modo con cui ci siamo cacciati in questa posizione totalmente indifendibile, tanto per cominciare. Sarebbe peggio, lo preciso, per chiunque si vedesse messo sotto esame e condannato per aver architettato quella che rischia fortemente di rivelarsi come una delle nostre più ambiziose e pericolose operazioni segrete dall’epoca dello scandalo Iran-Contra!

I numeri di serie delle armi catturate a dei combattenti del PKK hanno permesso di risalirne la filiera fino a dei carichi statunitensi destinati all’esercito e alla polizia iracheni. In risposta a lamentele turche a questo riguardo, gli Stati Uniti pretendono che queste armi sarebbero state dirottate dagli Iracheni – verosimilmente il governo curdo autonomo -, ma i Turchi non credono ad una parola: se questa enorme quantità di armi di fabbricazione USA (1260 unità trovate finora) si rivelasse essere stata fornita direttamente dagli Stati Uniti al PKK, ha avvertito Abdullah Gül, quando era ancora Ministro degli Esteri turco, le relazioni turco-americane "andrebbero in frantumi". I diplomatici statunitensi hanno immediatamente rigettato tale ipotesi e Washington ha inviato sul posto il consigliere generale del Pentagono, William J. Haynes, dove ha incontrato i più alti responsabili delle forze armate turche. Secondo almeno una fonte, "L’incontro verteva su di una inchiesta in corso, scrupolosamente condotta dal Dipartimento USA della Difesa, su alcune informazioni secondo cui delle armi USA erano in procinto di essere vendute ad opera di truppe USA di stanza in Iraq".

Un altro indizio su quanto si sta realmente tramando da quelle parti è fornito dall’informazione secondo la quale l’FBI si è offerto di aiutare i Turchi a scoprire dove il PKK ottenga i suoi finanziamenti e le armi – guarda un po’, non vi sembra bizzarro? Il direttore dell’FBI, Robert Muller, ha dichiarato: "Noi lavoriamo, assieme ai nostri omologhi, altrove in Europa e in Turchia per trattare la questione PKK e lavorare congiuntamente allo scopo di trovare e fermare il finanziamento di formazioni terroristiche, sia che si tratti di PKK, di Al Qaeda o di qualunque altro". Rimane il fatto che ci si interroga sul perché l’FBI ci tenga a mescolarsi in questo affare. A meno che, beninteso, gli Stati Uniti non ci siano poco o tanto coinvolti? Il Ministro degli Esteri turco, Gül, lo ha confermato ai media turchi dichiarando: "1260 armi prese al PKK sono di fabbricazione statunitense. Ne abbiamo dato le prove agli Stati Uniti. Queste armi, beninteso, non sono state date direttamente al PKK dagli Stati Uniti. Si tratta di armi che sono state date all’esercito iracheno. Sfortunatamente alcuni ufficiali statunitensi si sono lasciati corrompere. Il Dipartimento della Difesa (USA) ci ha informati che è in corso una inchiesta molto seria".

Si tratta semplicemente di alcune mele "marce" oppure è più grave?

Come ha spiegato [il giornalista] Seymour Hersh, gli Stati Uniti e Israele finanziano e aiutano con tutti i mezzi il Partito Curdo della Vita, conosciuto con il nome di Pejak, a "liberare" l’ovest dell’Iran dove vive un’importante popolazione curda irredentista. Ancora, i legami tra il PKK e il Pejak sono più che fraterni: fondamentalmente si tratta della medesima unica organizzazione, in quanto le due formazioni condividono non solo alcune basi nella regione curda particolarmente montagnosa del Oandil, ma anche personale e un comando comune.

La subitanea esplosione di violenza del PKK – due imboscate spettacolari di cui l’una ha portato all’uccisione di dodici soldati turchi e alla cattura di altri otto - che sono al momento utilizzati come merce di scambio – merita anch’essa qualche spiegazione. Finora il PKK aveva condotto operazioni di bassa intensità, con gruppi di sei/otto attivisti che piazzavano bombe, e generalmente logorando i Turchi su piccola scala. In questi ultimi mesi, invece, il livello medio degli attacchi ha conosciuto una crescita radicale, con dispiegamento di centinaia di combattenti del PKK in un unico attacco e con una inedita sofisticazione sia in termini di potenza di fuoco che di disponibilità dell’equipaggiamento tecnico richiesto per realizzare operazioni così complesse come quella dell’imboscata-rapimento.

Dal momento in cui i Siriani avevano cessato di aiutare il PKK, alla fine degli anni ’90, questa organizzazione è stata in larga misura nell’impossibilità di lanciare operazioni di ampia portata ed aveva dovuto contentarsi di azioni terroristiche rivolte ad infrastrutture turistiche in Turchia. Le adesioni erano crollate in caduta libera, virtualmente ridotte alla metà, e la cattura del loro leader, Abdullah Oçalan, aveva demoralizzato ampi segmenti del PKK in un contesto di voci di scissioni. La fortunosa riattivazione di questa formazione ha coinciso con le informazioni riguardo alla connessione Pejak/Stati Uniti così come – il che è particolarmente evocativo – con la sparizione di munizioni, armi ed altri equipaggiamenti statunitensi in Iraq ...

Circa un’arma ogni venticinque tra quelle fornite agli Iracheni dagli Stati Uniti è sparita. Inoltre, in nessun caso hanno funzionato i sistemi previsti per assicurarne la tracciabilità. Dal 2003, sono state inviate in Iraq, da parte degli Stati Uniti, 370.000 armi leggere, eppure è solamente il 3% di esse che hanno visto i loro numeri di serie registrati dal Dipartimento della Difesa USA prima di essere consegnate al regime iracheno. Per impenetrabili ragioni, che non osiamo immaginare, il generale incaricato di questo compito particolare – un certo Petraeus – non è mai stato ritenuto responsabile di questo che è uno dei maggiori scandali di questa guerra, che ne è piena.

L’idea che soldati statunitensi "corrotti" avrebbero venduto armi ai guerriglieri del PKK al mercato nero non è tirata per i capelli, ma l’assenza di ogni sistema che permetta di individuare queste armi invita a sospetti su più larga scala. Si è forse agito così precisamente perché il Pentagono – o qualcun altro – voleva essere sicuro che tali armi non presentassero alcuna tracciabilità? Ciò non faciliterebbe palesemente l’armamento di gruppi come il Pejak, allo scopo di mettere sotto pressione gli Iraniani e dare ai maniaci del cambiamento di regime al Pentagono un’enorme riserva di armi statunitensi da cui pescare a volontà?

Si sa che sia gli Stati Uniti che Israele aiutano il Pejak e ciò ha sicuramente permesso al PKK di attingere alle riserve di armi statunitensi, fosse pure "indirettamente". Il fattore israeliano porta, inoltre, a vedere questa storia da un altro punto di vista: Seymour Hersh ha anche spiegato che gli israeliani hanno riversato una quantità di denaro nel Kurdistan, non solamente investendo in numerose gigantesche operazioni economiche, ma anche impegnandosi nell’addestramento di "commandos" curdi. Non potrebbe trattarsi, appunto, dei guerriglieri del PKK?

L’Iran e la Turchia hanno intrapreso a cooperare per sradicare la minaccia curda e tale cooperazione è una ragione supplementare del declino generale delle relazioni tra Ankara, da una parte, e Washington-Tel Aviv, dall’altra. Quella che una volta era una relazione molto stretta ha cominciato a sfilacciarsi quando i Turchi si sono rifiutati di permettere agli Stati Uniti di utilizzare il loro territorio come rampa di lancio per invadere l’Iraq, e da allora le cose non hanno smesso di deteriorarsi ad un ritmo sostenuto. I sostenitori dei cambi di regime in seno all’amministrazione Bush, che si sono riuniti attorno allo staff di Dick Cheney e dei più alti responsabili civili del Pentagono, hanno forse stabilito che i Turchi dovessero essere gettati a mare adesso che la campagna contro Teheran è al massimo.

Se il prezzo da pagare ai Curdi per sovvertire il regime iraniano consiste in un aiuto clandestino alle loro continue aggressioni contro la Turchia, allora si può scommettere che il Partito della Guerra sia disposto a pagarlo: la lealtà non è loro particolarmente cara, come gli sciiti iracheni potrebbero volentieri testimoniare.

Ho molta difficoltà a credere che l’enorme quantità di armi statunitensi confiscate, che apparentemente hanno trovato la maniera di arrivare nelle mani dei combattenti del PKK, sia semplicemente apparsa sulle bancarelle del mercato nero, così, all’insaputa e senza alcuna complicità delle più alte autorità. Resta da stabilire fin dove giunga questa "corruzione". Quello che in compenso sappiamo con certezza è questo: il Partito della Guerra non è particolarmente timido quando si tratta di mettere le mani in operazioni sporche e di cortocircuitare le legittime autorità, se è utile ai propri obiettivi.

Nel corso di una manifestazione studentesca turca contro il terrorismo del PKK, si sono visti i manifestanti denunciare insieme i Curdi e il governo degli Stati Uniti: "Abbasso il PKK!", gridavano gli studenti, "Abbasso gli Stati Uniti!". In Turchia, almeno, la gente sa chi c’è dietro l’ondata di terrore che sta scuotendo il paese.

Invece, negli Stati Uniti le cose vanno diversamente: i media detti "d’informazione" non hanno praticamente detto nulla a proposito dell’inchiesta dell’FBI, né della possibile implicazione degli Stati Uniti, e non abbiamo ascoltato granché nemmeno riguardo le connessioni israeliane o americane con le formazioni curde dette "di liberazione", come il Pejak, tolto quello che hanno potuto spiegarci Hersh e qualcun’ altro. Quanto ai media "come si deve", per essi quello che sta succedendo tra i Turchi e i Curdi non è che una nuova incarnazione di quei debiti di sangue antichi ed interminabili che si ritiene caratterizzino il Medio-Oriente! Nessuno si prende la briga di chiedersi come mai questo problema ancestrale stia conoscendo, proprio nel momento attuale, una escalation?

Che il PKK e il Pejak abbiano trovato rifugio tra gli artigli del Partito della Guerra è qualcosa che si comprende benissimo: dopo tutto essi vogliono liberare il proprio popolo ed unificarlo in quel sogno da età dell’oro che rappresenta il "Grande Kurdistan". Come l’Iraqi National Congress di Ahmad Chalabi, essi sono pronti, sono determinati e sono capaci di utilizzare gli Stati Uniti per promuovere la loro agenda politica.

Tuttavia, la domanda posta al Congresso degli Stati Uniti è la seguente: i contribuenti statunitensi non corrono il rischio di stare sovvenzionando un terrorismo che colpisce i Turchi all’unico scopo di promuovere l’agenda politica del Partito della Guerra? ...

Traduzione dal francese per Comedonchisciotte.org a cura di Matteo Bovis

Justin Raimondo

Justin Raimondo è il direttore del sito Antiwar.com e redattore del giornale The American Conservative di Patrick Buchanan. E’ membro del Randolph Bourne Institute e del Ludwig Mises Institute, due think tank libertari e non-interventisti, negli Stati Uniti. Vicino ai conservatori libertari, è autore di numerose opere tra cui la biografia del padre fondatore del movimento libertario Murray N. Rothbard An Enemy of the State. Ha firmato assieme a Pat Buchanan il libro Reclaiming the American Right: The Lost Legacy of the Conservative Movement e Into the Bosnian Quagmire: The Case Against U.S. Intervention in the Balkans.

 
Rete Voltaire

Voltaire, edizione internazionale

L’articolo è su licenza Creative Commons

Potete riprodurre liberamente gli articoli del Réseau Voltaire a condizione di citare la fonte, di non modificarli e di non usarli a scopi di lucro (licenza CC BY-NC-ND).

Sostenere Rete Voltaire

Visitate il sito dove troverete analisi approfondite che vi aiuteranno a comprendere la realtà. Per continuare questo lavoro, abbiamo bisogno della vostra participazione.
Aiutateci con un contributo.

Come partecipare alla Rete Voltaire?

Gli animatori del Réseau sono tutti volontari.
- Autori: diplomatici, economisti, geografi, storici, giornalisti, militari, filosofi, sociologi... potete inviarci i vostri articoli.
- Traduttori professionali: potete partecipare alla traduzione degli articoli.

Edizione internazionale
français
English
Español
italiano
عربي
русский
Deutsch
 
100 <span lang='fr'>articles cette semaine dans toutes les langues</span>
Francois Hollande negozia con l'emiro del Qatar Francois Hollande negozia con l’emiro del Qatar
Rete Voltaire, 14 febbraio 2012
 
Europei prime vittime di sanzioni contro l'Iran Europei prime vittime di sanzioni contro l’Iran
Rete Voltaire, 14 febbraio 2012
 
Syrien: Fünf Fragen an Thierry Meyssan Syrien: Fünf Fragen an Thierry Meyssan
Voltaire Netzwerk, 14. Februar 2012
 
Сирия сегодня Сирия сегодня
Борис ДОЛГОВ, Сеть Вольтер, 14 февраля 2012
 
Vidéo : 5 questions à Thierry Meyssan sur la Syrie Vidéo : 5 questions à Thierry Meyssan sur la Syrie
Réseau Voltaire, 14 février 2012
 
Das Ende der Partie im Nahen Osten Das Ende der Partie im Nahen Osten
von Thierry Meyssan, Voltaire Netzwerk, 14. Februar 2012
 
Se termina la partida en el Medio Oriente Se termina la partida en el Medio Oriente
por Thierry Meyssan, Red Voltaire, 14 de febrero de 2012
 
Fin de partie au Proche-Orient
En direct
Fin de partie au Proche-Orient
par Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 14 février 2012
 
Al-Qaida frappe à Alep
« Revue de presse Syrie » #50
Al-Qaida frappe à Alep
Partenaires, 13 février 2012
 
Páginas Libres
¿Magia o mano negra en Movistar?
por Guillermo Olivera Díaz, Socios, 13 de febrero de 2012
 
Le Qatar achète la démission du général al-Dabi Le Qatar achète la démission du général al-Dabi
Réseau Voltaire, 13 février 2012
 
2012, année de tous les périls ? 2012, année de tous les périls ?
par Joseph Stiglitz, Réseau Voltaire, 13 février 2012
 
Jeux de guerre états-uniens dans le Sud-Est asiatique Jeux de guerre états-uniens dans le Sud-Est asiatique
Réseau Voltaire, 13 février 2012
 
مجلس التعاون الخليجي والناتو يفقدان زمام القيادة
الفيتو المزدوج لمنع حرب الإمبراطوريات على سوريا
مجلس التعاون الخليجي والناتو يفقدان زمام القيادة
بقلم ثييري ميسان, Shabakat Voltaire, 13 شباط (فبراير) 2012
 
الصين تصبح الشريك التجاري الأول لألمانيا الصين تصبح الشريك التجاري الأول لألمانيا
Shabakat Voltaire, 13 شباط (فبراير) 2012
 
Iran's Historic Anniversary Iran’s Historic Anniversary
by Stephen Lendman, Voltaire Network, 13 February 2012
 
Al-Qaeda strikes in Aleppo
« SYRIA PRESS REVIEW » #50
Al-Qaeda strikes in Aleppo
Partners, 13 February 2012
 
Páginas Libres
Mafia de complicidad y reacción en el Apra
por Jesús Guzmán Gallardo, Socios, 12 de febrero de 2012
 
Syria 2011-2012, a rematch of Israel's 2006 war on Lebanon Syria 2011-2012, a rematch of Israel’s 2006 war on Lebanon
by Mahdi Darius Nazemroaya, Voltaire Network, 12 February 2012
 
Páginas Libres
¿Se incrementa riesgo personal con este gobierno?
por Guillermo Olivera Díaz, Socios, 12 de febrero de 2012
 
Ante la competencia de la OCS, ¿escogerá la OTAN la diplomacia o las armas?
« Revista de prensa sobre Siria » #49
Ante la competencia de la OCS, ¿escogerá la OTAN la diplomacia o las armas?
Socios, 12 de febrero de 2012
 
Wladimir Putin tritt als Beschützer der Orient-Christen auf Wladimir Putin tritt als Beschützer der Orient-Christen auf
Voltaire Netzwerk, 12. Februar 2012
 
Großbritannien „verpackt“ die Al-Qaida neu Großbritannien „verpackt“ die Al-Qaida neu
Voltaire Netzwerk, 12. Februar 2012
 
Moscow and the formation of The New World System Moscow and the formation of The New World System
by Imad Fawzi Shueibi, Voltaire Network, 11 February 2012
 
Assassinats anonymes
« L’art de la guerre »
Assassinats anonymes
par Manlio Dinucci , Réseau Voltaire, 11 février 2012
 
Sergei Lavrov von Damaskus als Held empfangen Sergei Lavrov von Damaskus als Held empfangen
Voltaire Netzwerk, 11. Februar 2012
 
Al-Qaeda refashioned by the UK Al-Qaeda refashioned by the UK
Voltaire Network, 11 February 2012
 
الإرهاب في سورية
إغلاق السفارات والارهاب في حلب
بقلم مازن بلال, Partners, 11 شباط (فبراير) 2012
 
حلب تستفيق على الإرهاب...
وتصعيد دبلوماسي إعلامي وإرهابي
بقلم سورية الغد, Partners, 11 شباط (فبراير) 2012
 
الإرهاب في سورية
أغفو في وطني
بقلم نضال الخضري, Partners, 11 شباط (فبراير) 2012
 
الإرهاب في سورية
التحرك الخليجي إلى أين...
بقلم مازن بلال, Partners, 11 شباط (فبراير) 2012
 
Páginas Libres
¿Sófero retroceso post marcha por el agua?
por Guillermo Olivera Díaz, Socios, 11 de febrero de 2012
 
Face à la concurrence de l'OCS, l'OTAN choisira t-elle la diplomatie ou les armes ?
« Revue de presse Syrie » #49
Face à la concurrence de l’OCS, l’OTAN choisira t-elle la diplomatie ou les armes ?
Partenaires, 10 février 2012
 
 Im Wettstreit mit der SCO, wird die NATO Diplomatie oder Waffen wählen?
« Presseschau Syrien » #49
Im Wettstreit mit der SCO, wird die NATO Diplomatie oder Waffen wählen?
Partner, 10. Februar 2012
 
U.S. Prepares Georgia for New Wars in Caucasus and Iran
"NATO’s favorite despot"
U.S. Prepares Georgia for New Wars in Caucasus and Iran
by Rick Rozoff, Voltaire Network, 10 February 2012
 
La Grande-Bretagne « reconditionne » Al-Qaïda La Grande-Bretagne « reconditionne » Al-Qaïda
Réseau Voltaire, 10 février 2012
 
Faced with competition from the SCO, will NATO choose diplomacy or arms?
« SYRIA PRESS REVIEW » #49
Faced with competition from the SCO, will NATO choose diplomacy or arms?
Partners, 10 February 2012
 
Señal de Alerta
Risas inexplicables en la radio
por Herbert Mujica Rojas, Socios, 10 de febrero de 2012
 
Vladimir Putin emerges as protector of Eastern Christians Vladimir Putin emerges as protector of Eastern Christians
Voltaire Network, 9 February 2012
 
Censura británica: cómo seguir viendo Press TV Censura británica: cómo seguir viendo Press TV
Red Voltaire, 9 de febrero de 2012
 
El CCG y la OTAN pierden su liderazgo
El doble veto prohíbe la guerra imperial contra Siria
El CCG y la OTAN pierden su liderazgo
por Thierry Meyssan, Red Voltaire, 9 de febrero de 2012
 
Westerners looking for a "Plan B"
« SYRIA PRESS REVIEW » #48
Westerners looking for a "Plan B"
Partners, 9 February 2012
 
 Der Westen sucht den « B » Plan
« Presseschau Syrien » #48
Der Westen sucht den « B » Plan
Partner, 9. Februar 2012
 
Páginas Libres
¡Yo voto por el agua, el oro ni me va ni me viene!
por Guillermo Olivera Díaz, Socios, 9 de febrero de 2012
 
Les Occidentaux à la recherche d'un “Plan B”
« Revue de presse Syrie » #48
Les Occidentaux à la recherche d’un “Plan B”
Partenaires, 9 février 2012
 
Los occidentales buscan un “Plan B”
« Revista de prensa sobre Siria » #48
Los occidentales buscan un “Plan B”
Socios, 9 de febrero de 2012
 
Sergey Lavrov accueilli en héros à Damas Sergey Lavrov accueilli en héros à Damas
Réseau Voltaire, 8 février 2012
 
Russia's popularity in Syria confounds the West
« SYRIA PRESS REVIEW » #47
Russia’s popularity in Syria confounds the West
Partners, 8 February 2012
 
China becomes German's first trading partner China becomes German’s first trading partner
Voltaire Network, 8 February 2012
 
China wird erster Wirtschaftspartner von Deutschland China wird erster Wirtschaftspartner von Deutschland
Voltaire Netzwerk, 8. Februar 2012
 
Señal de Alerta
Etica bananera
por Herbert Mujica Rojas, Socios, 8 de febrero de 2012
 
Un avion cargo suspect saisi par la sécurité libanaise Un avion cargo suspect saisi par la sécurité libanaise
Réseau Voltaire, 8 février 2012
 
فرنسوا هولند يفاوض أمير قطر فرنسوا هولند يفاوض أمير قطر
Shabakat Voltaire, 8 شباط (فبراير) 2012
 
 الدبلوماسيات الغاضبة وسيناريوهات الحلول الدبلوماسيات الغاضبة وسيناريوهات الحلول
بقلم عيسى الأيوبي, Shabakat Voltaire, 8 شباط (فبراير) 2012
 
أبعد من انتصار نيويورك..اللعبة انتهت أبعد من انتصار نيويورك..اللعبة انتهت
بقلم عيسى الأيوبي, Shabakat Voltaire, 8 شباط (فبراير) 2012
 
جلسة الكذب المفتوح جلسة الكذب المفتوح
بقلم عيسى الأيوبي, Shabakat Voltaire, 8 شباط (فبراير) 2012
 
Egypt and Syria
Orient Tendencies
Egypt and Syria
by Wassim Raad, Partners, 8 February 2012
 
Les Occidentaux choqués par la popularité russe en Syrie
« Revue de presse Syrie » #47
Les Occidentaux choqués par la popularité russe en Syrie
Partenaires, 8 février 2012
 
كسر إرادات
عروبة ((الشاطئ)) الآخر
بقلم نضال الخضري, Partners, 8 شباط (فبراير) 2012
 
كسر إرادات
زيارة لافروف ... ودول الخليج تضغط
بقلم سورية الغد, Partners, 8 شباط (فبراير) 2012
 
كسر إرادات
مواقف في لحظات الترقب
بقلم سورية الغد, Partners, 8 شباط (فبراير) 2012
 
كسر إرادات
التكتيك الخليجي
بقلم مازن بلال, Partners, 8 شباط (فبراير) 2012
 
 Der Westen über die russische Beliebtheit in Syrien schockiert
« Presseschau Syrien » #47
Der Westen über die russische Beliebtheit in Syrien schockiert
Partner, 8. Februar 2012
 
Disgusto de los occidentales ante la popularidad rusa en Siria
« Revista de prensa sobre Siria » #47
Disgusto de los occidentales ante la popularidad rusa en Siria
Socios, 8 de febrero de 2012
 
Moscou et Pékin ont surtout voulu protéger Téhéran
« Revue de presse Syrie » #46
Moscou et Pékin ont surtout voulu protéger Téhéran
Partenaires, 7 février 2012
 
Páginas Libres
MOVADEF y SL: reflexiones estudiantiles
por Luis Alberto Pacheco Mandujano, Socios, 7 de febrero de 2012
 
Páginas Libres
Gran Marcha por el Agua: viernes 10, 2 pm
por Guillermo Olivera Díaz, Socios, 7 de febrero de 2012
 
Moscow and Beijing acted primarily to shield Tehran
« SYRIA PRESS REVIEW » #46
Moscow and Beijing acted primarily to shield Tehran
Partners, 7 February 2012
 
 Der GCC und die NATO verlieren ihre Vorherrschaft
Doppeltes Veto um den imperialen Krieg gegen Syrien zu verbieten
Der GCC und die NATO verlieren ihre Vorherrschaft
von Thierry Meyssan, Voltaire Netzwerk, 7. Februar 2012
 
Páginas Libres
¡Luz roja al solmáforo!
por Héctor Guillén Tamayo, Socios, 7 de febrero de 2012
 
Más que todo, Moscú y Pekín quisieron proteger a Teherán
« Revista de prensa sobre Siria » #46
Más que todo, Moscú y Pekín quisieron proteger a Teherán
Socios, 7 de febrero de 2012
 
 Moskau und Beijing wollten hauptsächlich Teheran schützen
« Presseschau Syrien » #46
Moskau und Beijing wollten hauptsächlich Teheran schützen
Partner, 7. Februar 2012
 
Páginas Libres
Alan y Ollanta ocultaron tratos de indulto ilícito a Fujimori
por Guillermo Olivera Díaz, Socios, 6 de febrero de 2012
 
روسيا وتشكيل المنظومة الدولية
الثابت والمتغير في المواقف
روسيا وتشكيل المنظومة الدولية
بقلم Imad Fawzi Shueibi, Shabakat Voltaire, 6 شباط (فبراير) 2012
 
255. Il faut à nouveau faire jouer l'« orchestre européen »
« Horizons et débats », 12e année, n° 5, 6 février 2012
Il faut à nouveau faire jouer l’« orchestre européen »
Partenaires, 6 février 2012
 
رسالة أوباما إلى طهران، الحرب على إيران على نارٍ هادئة... في الوقت الحالي؟ رسالة أوباما إلى طهران، الحرب على إيران على نارٍ هادئة... في الوقت الحالي؟
بقلم Mahdi Darius Nazemroaya, Shabakat Voltaire, 6 شباط (فبراير) 2012
 
Syrie : Le double véto russo-chinois inaugure un nouvel ordre mondial Syrie : Le double véto russo-chinois inaugure un nouvel ordre mondial
par Pierre Khalaf, Partenaires, 6 février 2012
 
Páginas Libres
Iglesia católica en conflicto peruano-chileno
por Juan Carlos Herrera Tello, Socios, 6 de febrero de 2012
 
 Il GCC e la NATO stanno perdendo la loro leadership
Il doppio veto che impedisce la guerra imperiale contro la Siria
Il GCC e la NATO stanno perdendo la loro leadership
di Thierry Meyssan, Rete Voltaire, 6 febbraio 2012