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I capi della sicurezza siriana avvelenati dall’ELS?

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Il consiglio militare dell’Esercito libero "siriano" per la città di Damasco ha rilasciato una dichiarazione di vittoria, la notte tra sabato 19 e domenica 20 maggio 2012. Si legge: "Il Consiglio militare di Damasco e dei suoi sobborghi annuncia l’esecuzione di molti funzionari, ufficiali e funzionari del regime criminale a opera di un eroe delle forze speciali di al-Sahaba. Gli obiettivi sono Assef Shawkat, Mohammed al-Sha’ar, Dawood al-Rajiha, Hassan Turkmani, Hisham al-Ikhtiyar, Mohammed Saeed Bakheitan. La morte della maggior parte di loro è stata confermata dall’ospedale al-Shami e sfidiamo il sistema a provare su uno dei suoi canali televisivi che mentiamo." (Qui sotto documento scaricabile e riproduzione video del comunicato stampa).

Le vittime erano membri della cellula centrale di gestione delle crisi, che sarebbero state avvelenate durante un pasto al termine del loro incontro quotidiano. Il veleno al mercurio sarebbe stato introdotto nel loro cibo dal loro cuoco.

La diffusione del comunicato è stata utilizzata per segnalare l’inizio di un’ampia operazione militare. Pensando di aver decapitato i servizi di sicurezza, le unità dell’ELS hanno preso d’assalto alcuni edifici ufficiali. La battaglia è infuriata la mattina presto nei pressi degli edifici governativi, in particolare nei quartieri di Mazzeh e Kafar Sousse.

Gli agenti della DGSE "embedded" nei media francesi, hanno subito esultato. Ignazio Leverrier (il cui vero nome è Vladimir Glasman) spiega sul blog di Le Monde, che l’operazione era probabilmente nota in anticipo al presidente al-Assad, che l’avrebbe lasciata attuare per sbarazzarsi di suo cognato, il generale Shawkat [1]. Più odioso, Malbrunot assicura sul blog del Figaro che Assef Shawkat è sopravvissuto, ma per vendetta, ha massacrato gli abitanti di Hula [2].

Ahimè! Come sempre, la propaganda non regge al tempo :

- In realtà, l’agente dell’ELS non era il cuoco, ma uno degli ospiti che gli occidentali pensavano di aver corrotto. Il traffico all’ospedale al-Shami aveva accreditato l’idea che l’operazione fosse riuscita. Quando l’ELS ha preso d’assalto gli edifici della sicurezza, un dispositivo speciale l’attendeva e l’ha respinto con gravi perdite. Circa 300 ribelli, mercenari siriani e stranieri, sono stati uccisi durante i combattimenti a Damasco, quella notte.

In mattinata, il generale Hassan Turkmani, presidente della direzione centrale della cellula di crisi, è apparso in televisione per confermare che era ancora al suo posto.

- Le vittime civili dei massacri di Houla sono la famiglia di Abd Al-Muty Mashlab (deputato baathista e nuovo segretario del Parlamento) e altri residenti che hanno rifiutato di sostenere l’ELS

Traduzione di Alessandro Lattanzio

[1] «Syrie. La Cellule centrale de gestion des crises décimée par un empoisonnement», Blog Un œil sur la Syrie, LeMonde.fr, 23 mai 2012.

[2] «Syrie: Shawkat, beau-frère d’Assad, survit à un empoisonnement», par Georges Malbrunot, De Bagdad à Jérusalem, l’Orient indiscret, LeFigaro.fr, 28 mai 2012.

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