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Donald Rumsfeld, in preda al dubbio

Un promemoria di Donald Rumsfeld, esclusivamente destinato ai suoi quattro principali collaboratori, è stato pubblicato da USA Today. Esso manifesta la confusione che regna al Pentagono: nessuno è capace di misurare l’efficacia delle forze armate statunitensi, nessuno sa come agire affinché possano perseguire gli obiettivi politici loro assegnati, nessuno sa a che cosa possa servire la loro potenza.

Non essendo stata aperta alcuna indagine per identificare l’origine di questa fuga di notizie, non si può escludere che essa sia stata intenzionalmente organizzata dal Segretario alla Difesa per aprire un dibattito ed imporre le sue scelte. Comunque sia, come ha dichiarato il generale Wesley Clark, questo promemoria testimonia che l’amministrazione Bush non ha alcun piano per il dopo-guerra in Afganistan ed in Iraq, e che ha imbarcato gli Stati Uniti in un’avventura improvvisata.

Qui sotto, il testo integrale della nota del segretario alla Difesa Donald Rumsfeld a proposito della guerra al terrorismo.

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Data : 16 Ottobre, 2003

A: Gen. Dick Myers Paul Wolfowitz Gen. Pete Pace Doug Feith

Da: Donald Rumsfeld

OGGETTO: Guerra globale contro il terrorismo

Questa settimana, ho posto la domanda seguente ai comandanti delle unità che combattono: stiamo guadagnando o perdendo la guerra globale contro il terrorismo? Il Dipartimento della Difesa si adatta in modo sufficientemente rapido al nuovo sviluppo della sicurezza del XXI° secolo? Un’istituzione di questa dimensione è capace di adattarsi rapidamente? Il governo degli Stati Uniti si adatta in modo sufficientemente rapido?

Il Dipartimento della Difesa è stato concepito, formato e equipaggiato nell’ottica di un conflitto che implica forze terrestri, navali ed aeree. Non è possibile ottenere un cambiamento del Dipartimento della Difesa sufficientemente rapido affinché sia in grado di partecipare efficacemente alla guerra globale contro il terrorismo; una delle alternative possibili sarebbe di organizzare una nuova istituzione, all’interno del Dipartimento della Difesa - o altrove - che concentrerebbe direttamente, e senza intermediari, le capacità di molti Dipartimenti ed Agenzie che lavorano su questo problema così grave.

Sul piano della lotta contro il terrorismo mondiale, sembrerebbe che il bilancio della situazione dall’11 settembre sia il seguente:
- Per quanto riguarda Al Qaida, i risultati sono mitigati. Benché abbiamo esercitato pressioni considerevoli sull’organizzazione, un grande numero di responsabili è ancora a piede libero.
- Il governo degli USA è sulla buona strada nel catturare o uccidere i 55 principali membri del regime iracheno.
- Il governo degli USA ha ottenuto minori risultati nella ricerca dei capi Taliban - Omar, Hekmatyar, ecc.
- Per quanto riguarda Ansar Al-Islam, cominciamo appena la ricerca.

Abbiamo saputo organizzare adeguatamente la miscela di ricompense, amnistie degli informatori, protezione dei testimoni e di collaboratori di giustizia (spioni) degli Stati Uniti ?

Il Dipartimento della Difesa deve riflettere su nuovi metodi per organizzarsi, formarsi, equipaggiarsi e su nuove direttive per svolgere il compito di lottare globalmente contro il terrorismo ?

I cambiamenti che abbiamo portato e che stiamo ancora portando alla nostra organizzazione sono troppo modesti e troppo precauzionali? La mia sensazione è che non abbiamo ancora osato fare movimenti significativi, anche se finora abbiamo fatto movimenti giudiziosi e logici nella direzione giusta. Ma ciò basta?

Finora, non abbiamo una scala per misurare il nostro successo o la nostra sconfitta nella guerra contro il terrorismo. Catturiamo, uccidiamo o scoraggiamo ogni giorno più terroristi di quanti ne reclutano, formano e usano contro di noi gli integralisti?

Gli Stati Uniti devono organizzare un vasto piano integrato per fermare la generazione crescente di terroristi? Gli Stati Uniti dedicano soltanto pochissimi sforzi a strategie di lungo termine, mentre dedicano molti sforzi per tentare di intercettare i terroristi. La relazione qualità/prezzo è in nostro sfavore! Il nostro costo si quantifica in miliardi, mentre i costi dei terroristi non superano milioni.

Abbiamo necessità di una nuova organizzazione?

Come fermare coloro che finanziano le scuole degli estremisti integralisti?

Si potrebbe definire la situazione attuale con queste parole: "più si pedala, meno si avanza"?

È abbastanza ovvio che la coalizione può vincere la guerra in Afganistan ed in Iraq in un modo o nell’altro, ma il compito sarà lungo e difficile.

La CIA deve rivedere i suoi obiettivi?

Dobbiamo creare una fondazione privata che lavori a convincere gli integralisti ad assumere un atteggiamento più moderato?

Di cos’altro dovremmo preoccuparci?

Ringraziandovi, vi chiedo di considerare queste domande e prepararvi a discuterne in occasione della nostra riunione di sabato o lunedì.

Vi ringrazio.

Traduzione de Ernesto Carmona, http://www.comedonchisciotte.org

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