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Washington finalmente ammette la validità dell’elezione di Ahmadinejad

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Washington riconosce ora che il presidente Ahmadinejad (il cui secondo mandato scade a giugno e non può più candidarsi [1]) è stato eletto dai suoi concittadini.

Fino ad oggi, Washington ha affermato che le elezioni presidenziali del 2009 erano state truccate e che l’amministrazione Ahmadinejad era illegittima. In realtà, la NED ha messo in scena una tentata rivoluzione colorata, dal titolo "Rivoluzione verde". Andando contro i media occidentali, solo due intellettuali hanno denunciato l’impostura, negli Stati Uniti e in Francia: James Petras [2] e Thierry Meyssan [3].

Durante la sua audizione di conferma al Senato il 31 gennaio, il nuovo segretario alla Difesa Chuck Hagel ha dichiarato che l’Iran ha un "legittimo governo eletto, che ci piaccia o no" [4].

Queste osservazioni sono state confermate privatamente dal presidente Obama.

Ciò è stato ribadito dal nuovo Segretario di Stato, John Kerry (il cui genero è iraniano), nel corso di una conferenza stampa a Parigi, 27 febbraio: "L’Iran è un Paese con un governo eletto e presente alle Nazioni Unite" [5].

La stampa occidentale continua, a sua volta, a diffondere le menzogne ufficiali di ieri.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

[1] "Ahmadinejad inaffondabile", Thierry Meyssan, al-Watan (Siria), Réseau Voltaire, 21 febbraio 2013.

[2] "Iran: le bobard de l’"élection volée", James Petras, traduzione di Marcel Charbonnier, Réseau Voltaire, 19 giugno 2009.

[3] "La CIA et le laboratoire iranien ”, “Pourquoi devrais-je mépriser le choix des Iraniens?”, “La "révolution colorée" échoue en Iran”,Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 17, 21 e 24 Giugno 2009.

[4] "An elected, legitimate government, whether we agree or not"

[5] "Iran is a country with a government that was elected and that sits in the United Nations".

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