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L’Istituto polacco per la memoria nazionale (IPN) vuole rimuovere 300 monumenti

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L’Istituto polacco per la memoria nazionale (Instytut Pamięci Narodowej — IPN), diretto dal dott. Łukasz Kamiński, ha annunciato l’intenzione di rimuovere 300 monumenti eretti in omaggio alla liberazione del Paese da parte dell’Armata Rossa. Le opere dovrebbero essere trasferite in un parco dedicato alla storia della propaganda sovietica, in una località di difficile accesso a nordovest del Paese.

Nel 2013-14 la Polonia ha aiutato gli organizzatori del cambiamento di regime in Ucraina, in particolare con la formazione dei militanti del partito nazista Pravy Sektor [1], di cui si è incaricato il capo delle Forze speciali polacche [2].

L’allora ministro agli Affari esteri polacco, Grzegorz Schetyna, affermò che Auschwitz non fu liberato dall’Armata Rossa, bensì dagli ucraini [3].

In ottobre 2015 la procura di Varsavia ha avviato un’indagine giudiziaria contro lo storico statunitense Jan T. Gross, docente all’università di Princeton, che, in un’intervista a Die Welt, dichiarò che nella Seconda guerra mondiale «i polacchi hanno ammazzato più ebrei che tedeschi». Una dichiarazione immediatamente condannata dal ministero degli Affari esteri polacco.

Il 18 maggio scorso la procura ha fatto arrestare e incarcerare il presidente del partito Zmiana, Mateusz Piskorski, con l’accusa di «spionaggio a favore della Russia e della Cina», in quanto animatore di una campagna contro la riscrittura della storia organizzata dalla NATO [4].

Entro la fine dell’anno, la Polonia dovrebbe aprire a Gdańsk un gigantesco museo consacrato alla Seconda guerra mondiale. Numerosi Stati membri della NATO hanno contribuito al suo finanziamento, che dovrebbe ammontare a quasi 100 milioni di euro. Nonostante le proteste della comunità internazionale degli storici, con ogni evidenza il messaggio primario dovrà essere l’accomunamento di nazismo e comunismo nonché l’affermazione che l’Armata Rossa non ha liberato la Polonia dal nazismo, bensì l’ha occupata.

Traduzione
Rachele Marmetti
Il Cronista

[1] “Il Procuratore Generale di Polonia conferma di aver aperto un’inchiesta sul caso Pravy Sektor”, Rete Voltaire, 3 maggio 2014.

[2] “Sikorski e Dziewulski: strategia e tattica del neo-Commonwealth”, di Andrew Korybko, Traduzione di Alessandro Lattanzio, Oriental Review (Russia), Rete Voltaire, 17 giugno 2014.

[3] “Quite Right Mr. Ambassador”, by Michael Jabara Carley, Strategic Culture Foundation (Russia), Voltaire Network, October 9th, 2015.

[4] “La NATO fa arrestare il leader polacco dell’opposizione Mateusz Piskorski”, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 22 maggio 2016.

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