Rete Voltaire

Per Londra, la propaganda è un’arte

Poiché nessun essere umano normale può accettare di vedere soffrire i bambini, essi risultano di conseguenza ottimi soggetti per la propaganda di guerra. Thierry Meyssan ritorna sull’uso dei bambini da parte della coalizione internazionale nella guerra contro la Siria.

| Damasco (Siria)
+
JPEG - 102.9 Kb
La stampa occidentale è plurale, ma non pluralista: tutti i grandi giornali del 20 agosto hanno pubblicato unanimemente la stessa fotografia.

Come in tutte le guerre, quella contro la Siria dà luogo a una valanga di propaganda. E l’argomento dei bambini è sempre in auge.

Così, all’inizio della guerra, il Qatar voleva dimostrare che la Repubblica, lungi dal servire l’interesse generale, disprezzava il Popolo. La petro-dittatura ha allora trasmesso sulla sua catena televisiva Al-Jazeera la leggenda dei bambini di Deraa, torturati dalla polizia. Per illustrare la crudeltà del suo avversario, il Qatar precisava che erano state loro strappate le unghie. Naturalmente, nonostante le proprie ricerche, nessun giornalista ha trovato traccia alcuna di questi bambini. La BBC ha pur trasmesso l’intervista con due di loro, ma avevano ancora le unghie.

Siccome il mito era inverificabile, il Qatar ha poi lanciato una nuova storia: quella di un bambino, Hamza Ali Al-Khateeb (13 anni), che sarebbe stato torturato e castrato dalla polizia del "regime". Questa volta si disponeva un’immagine probante. Tutti potevano vedere un corpo senza sesso. Peccato! L’autopsia dimostrava che il corpo era stato conservato male, che si era fermentato e gonfiato. Il ventre nascondeva il sesso del bambino, che stava ancora lì.

JPEG - 50.1 Kb
In questa rivista, Sir Arthur Conan Doyle immagina l’arresto di una spia tedesca da parte di Sherlock Holmes. Lo scrittore lavorava per l’Ufficio della propaganda di guerra.

Alla fine del 2013, i britannici si son fatti carico della guerra di propaganda. Essi dispongono di una lunga esperienza in questo campo e sono considerati gli inventori della propaganda moderna, durante la prima guerra mondiale, con l’Ufficio della propaganda di guerra. Una delle caratteristiche dei loro metodi consiste nel ricorrere sempre agli artisti, perché l’estetica neutralizza lo spirito critico. Nel 1914, reclutarono i grandi scrittori dell’epoca — come Arthur Conan Doyle, HG Wells o Rudyard Kipling — per pubblicare testi che attribuissero dei crimini immaginari al nemico tedesco. Poi, reclutarono i proprietari dei loro principali giornali affinché riprendessero le informazioni immaginarie dei loro scrittori.

Quando gli statunitensi ripresero il metodo britannico nel 1917 con il Comitato dell’Informazione Pubblica, studiarono più precisamente i meccanismi di persuasione, con l’aiuto di una star del giornalismo come Walter Lippmann e dell’inventore della moderna pubblicità, Edward Bernays (il nipote di Sigmund Freud). Ma persuasi dal potere della scienza, si scordarono l’estetica.

All’inizio del 2014, l’MI6 britannico ha creato la società Innovative Communications & Strategies (InCoStrat) [Comunicazione e strategie innovative] a cui dobbiamo per esempio i magnifici loghi dei gruppi armati, dal più “moderato” al più “estremista”. Questa società, che ha uffici a Washington e a Istanbul, ha organizzato la campagna per convincere gli europei a raccogliere 1 milione di profughi. Ha realizzato la fotografia del giovane Aylan Kurdi, annegato su una spiaggia turca, ed è riuscita in appena due giorni a farla riprendere unanimemente dai principali quotidiani atlantisti in tutti i paesi della NATO e del Consiglio di cooperazione del Golfo.

JPEG - 48 Kb

Ogni anno, prima della guerra, un centinaio di persone morivano annegate sulle spiagge turche, me nessuno ne parlava. E soprattutto, solo i giornali scandalistici mostravano cadaveri. Ma quella fotografia era così ben fatta ...

Così come avevo fatto notare che un corpo non può essere rigettato dal mare perpendicolarmente alle onde, il fotografo ha in seguito spiegato di aver spostato il cadavere per le esigenze della fotografia.

La foto del piccolo Omran Daqneesh (5 anni), in un’ambulanza di Aleppo-Est è dunque accompagnata da un video. I due supporti visivi consentono di raggiungere sia la stampa scritta sia le televisioni. La scena è così drammatica che una presentatrice della CNN non ha potuto impedirsi di piangere nel vederla. Naturalmente, una volta che si riflette, il bambino non è preso in carico da soccorritori che gli prestino primi soccorsi, bensì da dei figuranti (i c.d. «White Helmets», trad. "Caschi Bianchi") che lo fanno adagiare di fronte all’obiettivo.

Gli sceneggiatori britannici fanno del bambino solo quel che loro interessa per realizzare le proprie immagini. Secondo la Associated Press, la fotografia è stata scattata da Mahmoud Raslan, che si vede anche nel video. Tuttavia, secondo il suo account di Facebook, egli risulta essere membro di Harakat Nour al-Din al-Zenki (sostenuto dalla CIA, che gli ha fornito missili anti-carro BGM-71 TOW). Sempre secondo il suo account di Facebook, confermato da un altro video, è stato lui personalmente - il 19 luglio 2016 - a sgozzare un bambino palestinese, Abdullah Tayseer Al Issa (12 anni) [1].

Le leggi europee disciplinano rigorosamente il ruolo dei bambini nella pubblicità. Evidentemente, non si applicano alla propaganda di guerra.

Traduzione
Matzu Yagi

Fonte
Megachip-Globalist (Italia)

[1] Nota dell’autore: Mahmud Raslan non ha tenuto il coltello del carnefice, ma con Umar Salkho ha condannato a morte Abdullah Tayseer al-Issa e ha organizzato la sua esecuzione pubblica.

Thierry Meyssan

Thierry Meyssan Consulente politico, presidente-fondatore della Rete Voltaire. Ultima opera in francese: Sous nos yeux - Du 11-Septembre à Donald Trump (“Sotto i nostri occhi. Dall’11 settembre a Donald Trump”).

 
Dopo il Califfato, il Rojava
Dopo il Califfato, il Rojava
Una guerra può nasconderne un’altra
 
Gli Stati Uniti e il loro progetto militare mondiale
Gli Stati Uniti e il loro progetto militare mondiale
Interpretazioni divergenti in seno al campo antimperialista (2)
 
Rete Voltaire

Voltaire, edizione internazionale

L’articolo è su licenza Creative Commons

Potete riprodurre liberamente gli articoli del Réseau Voltaire a condizione di citare la fonte, di non modificarli e di non usarli a scopi di lucro (licenza CC BY-NC-ND).

Sostenere Rete Voltaire

Visitate il sito dove troverete analisi approfondite che vi aiuteranno a comprendere la realtà. Per continuare questo lavoro, abbiamo bisogno della vostra participazione.
Aiutateci con un contributo.

Come partecipare alla Rete Voltaire?

Gli animatori del Réseau sono tutti volontari.
- Traduttori professionali: potete partecipare alla traduzione degli articoli.