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Generale Basbug: da quando Öcalan è in prigione gli Stati Uniti dirigono il PKK

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A Washington, dove si trova per partecipare a delle conferenze, l’ex capo di stato maggiore turco, il generale Ilker Basbug, ha dichiarato che, secondo lui, Stati Uniti e Israele hanno arrestato nel 1999 Abdullah Öcalan per prendere il controllo del PKK.

Il generale Basbug è un kemalista, formatosi all’Accademia militare di Sandhurst (Regno Unito). Quando finì la Guerra Fredda, convinto che non ci fosse motivo per la Turchia di continuare a essere automaticamente al servizio della NATO, e per questa ragione intenzionato a diversificarne le alleanze, Basbug prese contatti con lo stato maggiore cinese. Lui e tutti quelli coinvolti nell’iniziativa furono arrestati nel 2013 e accusati di appartenere alla rete Ergenekon della NATO. Dopo sette mesi di prigione, Basbug fu liberato e l’intero processo Ergenekon annullato [1].

Secondo Basbug, nel periodo dell’esilio di Öcalan a Damasco (dal 1979 al 1999) il PKK era manipolato dai servizi segreti siriani, ma, dopo la reclusione del leader comunista in Turchia, è diventato strumento degli Stati Uniti.

I dirigenti del PKK furono spostati dalla Siria in Danimarca, dove rimasero fino al 2010. Nel 2013 ricomparvero nel nord della Siria, in territorio occupato dagli Stati Uniti.

Negli ultimi anni il PKK ha abbandonato la dottrina marxista-leninista per aderire all’ideologia anarchica dello statunitense Murray Bookchin. L’organizzazione di estrema sinistra è così diventata di destra e collabora con la NATO [2].

Diversi ex membri del PKK hanno assicurato a Rete Voltaire che Öcalan fu effettivamente estraneo a questo ribaltamento di 180 gradi.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo

[1] «Il colpo di stato giudiziario dell’AKP», di Thierry Meyssan, Rete Voltaire, 19 agosto 2013, traduzione di Matzu Yagi. «La Corte suprema turca annulla il processo Ergenekon», Rete Voltaire, 23 aprile 2016, traduzione Rachele Marmetti.

[2] “Le Brigate anarchiche della NATO”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 15 settembre 2017.

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