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I “ribelli moderati” della Ghouta

Nel momento in cui le forze della Repubblica e della Russia stanno liberando la Ghouta orientale e ogni ora 800 siriani trovano rifugio a Damasco, pubblichiamo questo studio sui combattenti che gli occidentali qualificano “ribelli moderati”.

| Damasco (Siria)
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I media occidentali asseriscono che, nella Ghouta orientale, Siria e Russia stanno annientando valorosi difensori della democrazia.

Secondo i governi di Regno Unito e Francia si tratta di tre distinti gruppi armati: l’Esercito dell’Islam, la Legione Rahman e Ahrar el-Sham.

Secondo Siria e Russia invece, i nomi di questi tre gruppi non designano una diversa ideologia. Queste tre formazioni non difenderebbero in realtà ciascuno una propria idea sulla Siria, bensì gli interessi dei rispettivi sponsor. Si sarebbero uniti grazie alla risoluzione 2401 e all’attacco che ora stanno subendo.

Molti sono i dati che circolano sul numero dei soldati di ciascuno di questi gruppi e sul numero degli abitanti della Ghouta orientale. In realtà sono cifre non verificabili, tant’è vero che l’ONU ha rinunciato a quantificarli. Non vi è dubbio che i civili della Ghouta sono siriani, non si ha certezza invece della nazionalità dei combattenti. Sicuramente alcuni di loro sono siriani, spesso pregiudicati, molti altri sono invece stranieri (che per definizione non possono essere qualificati “ribelli”). Anche in questo caso si tratta di stime non verificabili.

Due sole cose si sanno con certezza di questi gruppi:

-  Innanzitutto sappiamo di quali armi disponeva nel 2015 l’Esercito dell’Islam. È un dato superato, però verificabile grazie al video di una parata militare, organizzata nel 2015 nella Ghouta dal capo del gruppo, in cui sfilano quattro blindati e circa 2.000 uomini, ossia un numero di combattenti dieci volte inferiore a quello rivendicato.

-  In secondo luogo le informazioni che si possono ricavare dagli strumenti di propaganda: loghi, bandiere, siti internet, account Twitter, portavoce.

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Logo di Jeïch el-Islam

Jeïch el-Islam

Jeïch el-Islam, ossia Esercito dell’Islam, è l’unica organizzazione radicata localmente. È stato creato a settembre 2013 dalla famiglia Allouche, a partire da un altro gruppo, la Brigata dell’Islam. Agisce con i metodi da gang, imponendo la propria legge ai commercianti della Ghouta e giustiziando pubblicamente, senza esitare, chi ne contesta il potere.

Jeïch el-Islam all’inizio fu diretto da Zahran Allouche, figlio del predicatore Abdallah Allouche, membro dei Fratelli Mussulmani, rifugiatosi in Arabia Saudita. Dal 2009 al 2011 Zahran Allouche è stato in prigione perché affiliato alla Confraternita dei Fratelli Mussulmani. Fu liberato grazie a un’amnistia generale, decretata dal presidente el-Assad su richiesta di Paesi terzi. Per parecchi anni Zahran Allouche ha terrorizzato gli abitanti di Damasco dichiarando che avrebbe “ripulito” la città. Ogni venerdì [1] annunciava gli attacchi che avrebbe sferrato alla capitale. Nel 2013 ad Adra rapì delle famiglie alauite [2]. Utilizzò alcuni alauiti come scudi umani e ne portò a spasso, rinchiusi in gabbie, un centinaio. Giustiziò poi gli uomini perché gli “infedeli” sapessero quale sorte li aspettava. Alla sua morte gli subentrò un uomo d’affari, lo sceicco Isaam Buwaydani, detto “Abu Hamam”.

Il cugino di Zaharan Allouche, Mohammed Allouche, si rese celebre per la repressione dei costumi. Creò il Consiglio Giudiziario Unificato, che impose a tutti gli abitanti della Ghouta la versione saudita della sharia. È noto in particolare per aver organizzato esecuzioni di omosessuali, lanciandoli dai tetti delle case. Costui è ora il rappresentante di Jeïch el-Islam ai negoziati dell’ONU a Ginevra.

La famiglia Allouche oggi vive confortevolmente a Londra.

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Il blasone della Brigata dell’Islam (a sinistra) si è trasformato nel blasone dell’Esercito dell’Islam quando il secondo gruppo si è formato partendo dai combattenti del primo.

Quando fu creato, l’Esercito dell’Islam riunì una cinquantina di gruppuscoli. In un comunicato ampiamente divulgato in Asia, l’organizzazione si è presentata come difensore dei mussulmani, chiamando a raccolta i mussulmani del mondo intero per fare la jihad in Siria.

Come risultato della mediazione egiziano-saudita, a luglio 2017 l’Esercito dell’Islam ha accettato di riconoscere la Ghouta orientale “zona di de-escalation” sotto controllo russo.

Il suo account Twitter: https://twitter.com/islamarmy_eng3
Il suo canale YouTube è da poco stato chiuso.

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Su questa schermata del sito dell’Esercito dell’Islam (consultato il 15 marzo 2018) si può leggere una preghiera contro i non-sunniti, siano mussulmani sciiti o cristiani o ebrei. Si conclude così: «Uccideteli. Dio li tormenta per mezzo delle vostre mani. Dio vi concederà la vittoria».
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Logo della Legione l’Immensamente Misericordioso

Faylaq al-Rahman

Faylaq al-Rahmane, ossia la “Legione dell’Immensamente Misericordioso” è un gruppo mercenario del Qatar, da cui viene equipaggiato con armamenti moderni, soprattutto RPG [lanciagranate portatile anticarro, ndt]. È composto massicciamente da stranieri.

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Nel calligramma della Legione dell’Immensamente Misericordioso, il sottotitolo in inglese “Corpo Al-Rahman” indica che si rivolge principalmente agli jihadisti occidentali che non leggono l’arabo.

Il suo account Twitter diffonde molti video che esaltano la missione del terrorista: https://twitter.com/alrahmancorps

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Logo di Ahrar el-Cham

Ahrar el-Cham

Harakat Ahrar al-Sham al-Islamiyya, abbreviato in Ahrar al-Sham, si traduce con Movimento Islamico degli Uomini Liberi del Levante. Gli “uomini liberi” non sono tali in rapporto al concetto occidentale di libertà. Non si sono liberati da una dittatura, ma sono stati liberati dalla condizione umana attraverso la pratica dell’islam salafita. Per fugare ogni dubbio sull’interpretazione dell’aggettivo, sul logo c’è un minareto.

Questo gruppo di carattere internazionale fu creato dagli egiziani quando Hosni Mubarak fu rovesciato dagli Stati Uniti [3]. Diversi membri siriani dei Fratelli Mussulmani, incarcerati perché appartenenti a quest’organizzazione terrorista, dopo essere stati amnistiati nel 2011 su richiesta di Paesi terzi, si unirono al Movimento Islamico. Molti di loro sono stati collaboratori di Osama Bin Laden, prima in Afghanistan poi in Jugoslavia, il che spiega la loro vicinanza ai Talebani, da loro spesso citati come esempio di fede.

Nelle loro pubblicazioni il gruppo si definisce «movimento islamico completo, che combatte per Allah e difende la religione».

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La bandiera di Ahrar al-Sham, nelle mani di un combattente a cavallo che sfila in parata militare.

Il gruppo è comandato da Hassan Sufan, detto “Abu al-Bara”, che ha passato in prigione una decina d’anni perché membro della Confraternita dei Fratelli Mussulmani.

Il ministro degli Esteri di Ahrar al-Sham, Labib al-Nahahs, circola liberamente in occidente. È un britannico, ufficiale dell’MI6 (servizi segreti). A luglio 2015 ha pubblicato articoli d’opinione sul Washington Post e sul Daily Telegraph.

Il gruppo è sostenuto da Qatar e Turchia. Gli Emirati Arabi Uniti lo considerano invece un’organizzazione terrorista.

Il loro sito internet: ahraralsham.net Il loro account Twitter : https://twitter.com/ahrar_alsham_en Il loro canale YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCCAgcKXwipFldow9ipQH2oA/videos

Punti comuni di questi tre gruppi

Non ci sono differenze ideologiche fra questi tre gruppi. Tutti si richiamano al pensiero dei Fratelli Mussulmani [4]. Secondo loro, la vita di ogni giorno si divide tra ciò che, alla luce della loro concezione dell’islam, è lecito e ciò che non lo è.

Ci sono tuttavia differenze nel modo in cui ritengono debbano essere trattate le persone che non condividono la loro ideologia. In ogni caso, non c’è più persona che viva sotto il loro dominio che non sia sunnita.

Come accade per tutti i combattenti della “rivoluzione islamica”, queste tre organizzazioni di frequente si combattono e si alleano fra loro e i loro uomini cambiano spesso bandiera. Sarebbe assurdo trarne conclusioni di fondo. In questi scontri e alleanze al più si possono vedere dispute dei capi per il territorio e opportunismo dei soldati.

Questi tre gruppi, al pari di molti altri, dispongono di bandiere e di loghi ben disegnati e diffondono video di qualità. Tutto questo materiale di propaganda è prodotto nel Regno Unito, che, nel 2007, si è dotato di un’unità per la propaganda di guerra, il RICU (Research, Information and Communications Unit), diretto da un ufficiale dell’MI6, Jonathan Allen. A iniziare dalla vicenda delle armi chimiche dell’estate 2013, il RICU si avvale dei servizi di una società esterna che assiste nella propaganda i combattenti in Siria (nonché quelli in Yemen). Dapprima fu la compagnia Regester Larkin, poi Innovative Communications & Strateies (InCoStrat), entrambe dirette da un ufficiale dell’MI6, il colonnello Paul Tilley.

Quanto a Jonathan Allen, il cui grado non è noto, è diventato il numero due della rappresentanza permanente britannica alle Nazioni Unite. È lui che, al presente, conduce nel Consiglio di Sicurezza l’attacco alla Russia e alla Siria.

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L’ufficiale dei servizi segreti britannici e incaricato degli affari di Sua Maestà, Jonathan Allen, mentre tiene una conferenza stampa all’ONU in compagnia dell’alleato privilegiato, l’ambasciatore di Francia, François Delattre.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo

[1] Il venerdì è per i mussulmani giorno di preghiera.

[2] Gli alauiti sono siriani che, dopo essere stati praticanti di un’antica religione, si convertirono prima al cristianesimo, poi all’islam sciita. Secondo loro possono essere considerati parola di Dio solo gli elementi presenti contemporaneamente sia nei Vangeli (e non nella Bibbia) sia nel Corano.

[3] Hosni Mubarak non è stato rovesciato dalle manifestazioni di piazza (la “piazza Tahrir”), bensì dagli Stati Uniti. Si è dimesso per ordine dell’inviato speciale del presidente Obama, l’ambasciatore Frank G. Wisner (patrigno di Nicolas Sarkozy).

[4] I Fratelli Mussulmani sono una società segreta donde provengono quasi tutti i leader dei gruppi islamisti nel mondo. Si legga assolutamente il mio studio sulla loro storia e sul loro ruolo politico internazionale al servizio del Regno Unito in Sous nos yeux : du 11-Septembre à Donald Trump, Demi-Lune, 2017 (Prossimamente in italiano).

L’articolo è su licenza Creative Commons

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