Fonte
La Jornada (Mexique)
#La Jornada (Messico)
Mexico (Mexique) | 7 dicembre 2012Dopo aver acquistato la maggior parte di Jukos ed essere entrata in una joint venture con Exxon-Mobil per l’estrazione di petrolio nel Mar Nero, la Rosneft ha assorbito la TNK-BP. In tal modo, la Russia, che controlla la Gazprom, la prima società gasifera del mondo, acquisisce anche la prima azienda petrolifera del mondo. L’analista Alfredo Jalife-Rahme confronta la strategia nazionale di Vladimir Putin con la logica mercantile liberale che prevale nel suo paese, il Messico, un parallelo che è un esempio.
Lo spostamento strategico di Obama: de-globalizzazione e contenimento militare della Cina
di
Alfredo Jalife-Rahme
Mexico (Mexique) | 17 gennaio 2012Il politologo politico messicano Alfredo Jalife-Rahme analizza le opzioni strategiche e di bilancio recenti del Pentagono e della Casa Bianca. Mentre una frangia estremista continua a sostenere che gli Stati Uniti l’impossibile mantenimento del loro dominio su tutta la superficie del globo, il presidente Obama e il Segretario alla Difesa Leon Panetta, in linea con la politica avviata da Robert Gates, prendono atto del declino strutturale della potenza statunitense. Approfondiscono la rottura con l’era Bush-Cheney, reindirizzando le proprie risorse su obiettivi più realistici e ri-allocando gradualmente il loro mezzi verso l’Asia e la Cina.
Il tramonto del dollaro avanza ma non e’ stato semplice sostituirlo dai grandi attori del pianeta
La Russia propone 6 divise multipolari di
Alfredo Jalife-Rahme
Mexico (Mexique) | 4 agosto 2010Il dominio onnipotente del centrismo del dollaro, inclusa la relativa bipolarità condivisa con l’euro, costituivano il riflesso dell’ordine unipolare che è arrivato alla sua fine con il declino multidimensionale degli USA, quando il mondo si muove verso un nuovo ordine multipolare che imperativamente dove tradursi in una pluralità delle divise dei grandi attori del pianeta.
Mexico (Mexique) | 19 febbraio 2010Invece di risolvere i problemi dell’Unione europea, il trattato di Lisbona ha aumentato la confusione istituzionale già esistente. L’attuale Comissione amministrativa è stata dotata di un presidente insignificante e di un’ Alta rappresentante non carismatica. Per di più, l’Unione non ha una politica comune coerente, sia nel campo finanziario che in quello della politica estera. Non si può che constatare che si tratta di una struttura pesante e vuota. In questo senso, l’Unione europea sta covando la sua propria morte, come osserva il diplomatico Pierre Charasse.
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