Rete Voltaire

Leonid Ivashov

Il generale Leonid Ivashov è vicepresidente dell’Accademia dei problemi geopolitici. E stato capo del dipartimento degli Affari generali del Ministero della Difesa dell’Unione Sovietica, segretario del Consiglio dei ministri della Difesa della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), capo del Dipartimento di cooperazione militare del ministero della Difesa della Federazione Russa. L’11 settembre 2001 era capo di stato Maggiore degli eserciti russi.

L'11 settembre 2001 : una provocazione mondiale Mosca (Russia) | 17 marzo 2009
Influente politologo russo uscito dagli ambienti nazionalisti, il Generale Leonid Ivashov era capo di stato maggiore nel periodo dell’11 settembre 2001. Quel giorno, egli aveva messa all’erta i suoi satelliti per osservare le manovre militari aeree annunciate negli USA, ma si trovò di fronte a tutt’altro spettacolo. Viste le analisi di quell’avvenimento effettuate dai suoi esperti, egli ha scartato l’ipotesi Al-Qaïda e ha concluso per una provocazione dell’elite finanziaria anglosassone. Su tale base, ha sviluppato la visione strategica russa del mondo post-11 settembre. In questa sede, riproduciamo uno dei suoi articoli, rappresentativo del suo pensiero e di quello degli ufficiali superiori russi. Il lettore sarà sorpreso nel constatare che ciò che nei paesi della NATO è considerato un delirio, è un’evidente verità in Russia come, del resto, in numerose altre regioni del mondo. Al di là della questione di stabilire la verità, l’onestà intellettuale esige di capire e di accettare la relatività (...)
 
Generale Leonid Ivashov : «Il terrorismo internazionale non esiste» Bruxelles (Belgio) | 14 gennaio 2006
Il generale Leonid Ivashov era capo di Stato Maggiore dell’esercito russo al momento degli attentati dell’11 settembre 2001. Avendo vissuto gli avvenimenti dall’interno, egli ce ne fornisce un’analisi molto diversa da quella dei suoi omologhi statunitensi. Come durante il suo intervento alla conferenza Axis for Peace 2005, in questa intervista egli spiega che il terrorismo internazionale non esiste e che gli attentati dell’11 settembre sono una messa in scena. Quello che vediamo è solo un terrorismo strumentalizzato dalle grandi potenze e che non esisterebbe senza di esse. Invece di fingere una “guerra mondiale al terrorismo”, egli sostiene che il modo migliore di ridurre gli attentati consiste nel ripristino del diritto internazionale e della pacifica cooperazione sia tra gli Stati che tra i loro (...)