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Voltaire, edizione internazionale in italiano




 Un bello show no fa una democrazia

 Di Thierry Meyssan | Moscou (Russie) | 5 novembre 2008 | I media degli Stati membri della NATO danno un’ampia copertura alle elezioni presidenziali negli USA. Così facendo, trasmettono un doppio messaggio: l’avvenire dei popoli alleati si gioca a Washington, e gli Stati Uniti sono un modello di democrazia. Ora, è risaputo che l’elezione del presidente USA è falsata dal denaro. L’edizione 2008 è già costata più di 1,5 miliardi di dollari. Tuttavia questa critica resta superficiale in quanto lascia credere che i mezzi finanziari determinino il vincitore, mentre può forse accadere l’inverso: i soldi vanno al vincitore preventivamente designato. In realtà, fa notare Thierry Meyssan, la classe dirigente statunitense manipola ogni fase del processo elettorale, dalle primarie alle conventions, dalle liste elettorali alle macchine per il voto. Negli Stati Uniti, la democrazia è una pura (...)



Mutazione dell’ordine simbolico della societa’ occidentali
Sarah Palin, Big Mother

 Di Tülay Umay, Jean-Claude Paye | Bruxelles (Belgique) | 26 ottobre 2008 | Dal dibattito Palin-Biden non è apparso alcun argomento nuovo da parte dei due candidati alla vicepresidenza degli Stati Uniti. Tuttavia per contro si è manifestata la personalità fiammeggiante del governatore Sarah Palin e la sua incredibile sicurezza nel formulare certezze sicuramente opinabili e nell’ evitare il dialogo. Per i sociologi Jean-Claude Paye e Tülay Umay, questa nuova figura politica (che ha una copia nella francese Ségolène Royal, madre giusta e severa), incarna la mutazione dell’ordine simbolico delle società occidentali: il potere che rifiuta ogni esteriorità, diventa inglobante, castratore, fusionale.



Meyssan : Inquietanti rivelazioni di un dissidente

 Beyrouth (Liban) | 17 ottobre 2008 | La chiusura degli uffici francesi del Réseau Voltaire (“Rete Voltaire”, NdT) e l’esilio del suo presidente sollevano molti interrogativi. Alcuni commentatori vi hanno visto la fine di un’ avventura, altri, al contrario, nell’osservare che queste decisioni non hanno ridotto la combattività del Réseau, hanno cercato di scoprire quali fossero le motivazioni. Thierry Meyssan lo spiega qui. Meyssan descrive una Francia sottoposta al controllo dei servizi statunitensi, con un’opinione pubblica anestetizzata che non ha consapevolezza del controllo politico. Ai suoi occhi, c’era un pericolo immediato e la minaccia che lo ha costretto ad andarsene non tarderà a ricadere su altri.


Focus


 La minaccia del terrorismo è un pretesto per limitare le libertà
Intervista a Balthasar Glättli
17 ottobre 2008 | Silvia Cattori

 L’incredibile storia di Youssef Nada
17 ottobre 2008 | Silvia Cattori

 Operazione Sarkozy : come la CIA ha piazzato uno dei suoi agenti alla presidenza della Repubblica francese
21 agosto 2008 | Thierry Meyssan

 "Nessuno Sato ha il diritto di esistere come Stato razzista"
Contro l’apartheid e la soluzione dei due Stati. Intervista con Omar Barghouti
4 marzo 2008 | Silvia Cattori

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