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Intervista a Balthasar Glättli
La minaccia del terrorismo è un pretesto per limitare le libertà
di Silvia Cattori
La minaccia del terrorismo è un pretesto per limitare le libertà Berne (Suisse) | 17 ottobre 2008
La Confederazione, al pari di altri Paesi europei, non ha mai subito alcun attentato di matrice islamica. Eppure tutti si allineano alle direttive degli Stati Uniti ed enfatizzano una presunta minaccia terroristica per entrare in guerra e autorizzare i servizi segreti a sorvegliare più intensamente e in maniera sistematica i propri cittadini. Balthasar Glättli, 36 anni, parlamentare di Zurigo, racconta in quest’intervista come ha scoperto di essere sorvegliato e schedato dai servizi segreti e invita ogni concittadino a verificare di non esserlo.
Dopo lo scandalo delle schedature, che nel 1989 aveva rivelato come 900.000 tra singoli cittadini e organizzazioni fossero sorvegliati dalla polizia federale e da quelle cantonali, si profila una scandalo analogo.
Benché la legge non consenta alcuna sorveglianza sulle attività politiche, gli svizzeri ogni tanto scoprono che il tal giornalista o il tal parlamentare compare sugli schedari dei servizi segreti. E scoprono pure che in queste (...)
 
L'incredibile storia di Youssef Nada Ginevra (Svizzera) | 17 ottobre 2008
Con la copertura della lotta « anti-terrorismo » gli stati Uniti e l’Unione Europea hanno accordato poteri illimitati ai servizi segreti e alle polizie. Misure eccezionali, al di fuori di qualsiasi prerogativa giudiziaria, attuate provvisoriamente nel 2001, sono divenute permanenti. Da settembre 2001, almeno 80.000 persone, soprattutto di religione musulmana, sarebbero state rapite, rinchiuse in prigioni segrete, torturate da agenti CIA e FBI. Centinaia d’altre persone sono state inscritte sulla « lista nera » dell’ONU. Com’è successo all’uomo d’affari Youssef Nada, 77 anni, cittadino italiano di origine egiziana. Accusato da G.W Bush di finanziare al-Qaeda, dopo due indagini chiuse con un non luogo a procedere, il signor Nada non riesce a far radiare il suo nome dalla « lista nera » (*). I suoi averi restano congelati, gli è vietato ogni viaggio fuori dai confini nazionali. Non può uscire da Campione – enclave italiana in territorio svizzero – dove Silvia Cattori è andata per (...)
 
 
Le conseguenze delle legislazioni antiterrorismo sul semplice cittadino
Jean- Claude Paye : Sorveglianza di regime
di Silvia Cattori
Jean- Claude Paye : Sorveglianza di regime Bruxelles (Belgio) | 18 febbraio 2008
Nel dicembre 2005, i media degli Stati Uniti hanno rivelato che la NSA, un’agenzia che ufficialmente ha compiti di spionaggio estero, aveva intercettato le conversazioni telefoniche di cittadini americani. Un anno dopo gli stessi media hanno rivelato che la NSA aveva schedato milioni di comunicazioni e che la CIA sorvegliava tutte le transazioni finanziarie internazionali.
In Europa, nell’indifferenza generale, una legislazione che impone la conservazione dei dati personali è già stata adottata dai parlamenti nazionali. Mentre negli Stati Uniti i media si sono mobilitati e le organizzazione per la difesa della libertà individuale hanno condotto una campagna contro queste norme, senza tuttavia riuscire a suscitare una mobilitazione popolare, in Francia e in Germania progetti di legge analoghi, che permettono alla polizia di introdursi nei computer delle persone sospettate di terrorismo, non hanno praticamente suscitato reazioni.
In questa intervista il sociologo belga Jean-Claude (...)