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Obama, Erdogan, i ribelli siriani e la linea rossa Londra (Regno Unito) | 12 aprile 2014
Nel 2011, Barack Obama decise l’intervento militare alleato in Libia senza consultare il Congresso. Ad agosto, dopo l’attacco con il gas sarin su Ghuta, sobborgo di Damasco, era pronto a lanciare una nuova compagnia aerea alleata, questa volta per punire il governo siriano per aver attraversato la “linea rossa” che aveva tracciato nel 2012 sull’uso di armi chimiche. Poi, due giorni prima degli attacchi annunciò che avrebbe cercato l’approvazione del Congresso. L’attacco fu rinviato mentre il Congresso si preparava per le audizioni, solo per essere annullate quando Obama accettò l’offerta di Assad di cedere l’arsenale chimico a seguito di un accordo negoziato dalla Russia. Perché Obama ritardò e poi mollò l’attacco alla Siria quando non esitò in Libia? La risposta è nello scontro tra coloro che nell’amministrazione erano determinati a far rispettare la linea rossa e i capi militari che pensavano che una guerra fosse ingiustificata e potenzialmente (...)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 



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