Rete Voltaire
Stati

Stati Uniti d’America

 
 
 
 
 
 
Obama si sta trasformando in un Dick Cheney Washington, D. C. (Stati Uniti) | 18 giugno 2009
Nel corso della sua visita in Medio Oriente ed innanzi tutto con il suo discorso all’Università del Cairo, il presidente Obama ha tentato di guadagnare alla sua politica un vasto pubblico arabo ed islamico. Numerosi media del mondo intero lo hanno sostenuto unanimemente, come se si fossero messi d’accordo. Quelli che si sono mostrati scettici e hanno chiesto che alle parole seguano i fatti generalmente non sono stati presi sul serio. Ora, queste domande sono del tutto giustificate : non solo dall’esperienza che si ha della politica estera americana nel corso degli ultimi decenni, ma anche da quella delle dichiarazioni di Obama e da ciò che ha fatto finora. È quello che spiega Paul Craig Roberts, ex sottosegretario al Tesoro degli Stati Uniti.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
11 settembre : L’incredibile menzogna
L’Impero e la menzogna
di Fidel Castro Ruz
 
 
 
Macchine per votare, Macchine per truccare Parigi (Francia) | 12 giugno 2007
Gli scrutini presidenziali e legislativi del 2007 in Francia rischiano di dare luogo ad una polemica che potrebbe essere tanto intensa quanto quella avutasi durante l’elezione di George Bush alla presidenza degli Stati Uniti nel 2002. Ci si ricorda che da tutto il paese erano affluiti lamentele e ricorsi, che lo spoglio era durato più di un mese, e che poi la Corte suprema aveva designato George W. Bush, ordinando la sospensione del riconteggio delle schede. Questo disordine era in gran parte dovuto all’utilizzo di "macchine elettorali". Da allora, numerosi studi condotti dai laboratori di ricerca, dalle commissioni di governo e dalle commissioni di esperti indipendenti seminano il dubbio sulla veridicità degli scrutini nei quali sono utilizzati i dispositivi per il voto elettronico. Tali macchine saranno utilizzate in numerose circoscrizioni francesi durante le elezioni presidenziali e legislative del 2007. Con il rischio di mettere in dubbio la legittimità dei nuovi (...)
 
L'Albert Einstein Institution: la versione CIA della nonviolenza Parigi (Francia) | 4 giugno 2007
La nonviolenza come tecnica di azione politica può essere impiegata non importa per quale scopo. Negli anni ’80, la NATO si è interessata alla sua utilizzazione per organizzare la resistenza in Europa dopo un’invasione dell’Armata Rossa. Da quindici anni, la CIA ne fa uso per rovesciare governi recalcitranti, senza sollevare l’indignazione internazionale. Essa dispone a questo scopo di una gradevole vetrina ideologica, l’Albert Einstein Institution del filosofo Gene Sharp, che ha giocato un ruolo, dall’Iraq alla Lituania, passando per il Venezuela e l’Ucraina. Per gratificarli della loro efficienza, i membri dell’Albert Einstein Institution hanno ricevuto due riconoscimenti eccezionali: Thomas Schelling si è visto attribuire il premio Nobel per l’economia 2005 e Peter Ackerman è succeduto a James Woolsey alla testa della Freedom House. Sconosciuto al grande pubblico, il filosofo Gene Sharp [nella foto] ha elaborato una teoria della nonviolenza come arma politica. Per conto della NATO, poi (...)
 
 
 
 
 



Gli articoli più popolari
11 settembre: scientificamente impossibile
11 settembre: scientificamente impossibile
L’US Army fallisce nell’elaborazione di una simulazione credibile dell’attentato del Pentagono
 
Le previsioni "inimmaginabili" della Rand Corporation
Le previsioni "inimmaginabili" della Rand Corporation
L’attacco contro il WTC era stato anticipato dalla Rand Corporation
 
Rumsfeld conosceva in anticipo i piani dell
Rumsfeld conosceva in anticipo i piani dell’11 settembre
L’atto fondatore del regime Bush
 
Ero un assassino psicopatico
Ero un assassino psicopatico
Testimonianza di Jimmy Massey, un ex Marine statunitense di ritorno dall’Iraq
 
La Siria al centro della guerra del gas nel Medio Oriente
La Siria al centro della guerra del gas nel Medio Oriente
Dalla geopolitica del petrolio a quella del gas