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L'Albert Einstein Institution: la versione CIA della nonviolenza Parigi (Francia) | 4 giugno 2007
La nonviolenza come tecnica di azione politica può essere impiegata non importa per quale scopo. Negli anni ’80, la NATO si è interessata alla sua utilizzazione per organizzare la resistenza in Europa dopo un’invasione dell’Armata Rossa. Da quindici anni, la CIA ne fa uso per rovesciare governi recalcitranti, senza sollevare l’indignazione internazionale. Essa dispone a questo scopo di una gradevole vetrina ideologica, l’Albert Einstein Institution del filosofo Gene Sharp, che ha giocato un ruolo, dall’Iraq alla Lituania, passando per il Venezuela e l’Ucraina. Per gratificarli della loro efficienza, i membri dell’Albert Einstein Institution hanno ricevuto due riconoscimenti eccezionali: Thomas Schelling si è visto attribuire il premio Nobel per l’economia 2005 e Peter Ackerman è succeduto a James Woolsey alla testa della Freedom House. Sconosciuto al grande pubblico, il filosofo Gene Sharp [nella foto] ha elaborato una teoria della nonviolenza come arma politica. Per conto della NATO, poi (...)
 
 
 
 
 
 
'Ognuno puo' constatare che nessun Boeing si e' schiantato sul Pentagono' Parigi (Francia) | 26 maggio 2006
Il 16 maggio 2006, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha reso pubblici due video, ripresi da telecamere di sorveglianza, che si ritiene mostrino un aereo schiantatosi sul Pentagono l’11 settembre 2001. La consegna ai media di questi documenti - che sono già stati diffusi in forma di immagini statiche l’8 marzo 2002 - ha luogo circa cinque anni dopo gli avvenimenti. In una dichiarazione fatta a Parigi, Thierry Meyssan considera questo gesto come un tentativo di disinnescare la polemica sugli attentati, che in questo periodo sta aumentando, negli Stati Uniti. L’autore de L’incredibile menzogna e di Pentagate si compiace della pubblicazione di questi video, ed invita ciascuno a constatare da sé che nessuna traccia di qualsivoglia Boeing 757-200 è osservabile nelle (...)
 
 
 
 
L’US Army fallisce nell’elaborazione di una simulazione credibile dell’attentato del Pentagono
11 settembre: scientificamente impossibile
11 settembre: scientificamente impossibile Parigi (Francia) | 22 agosto 2005
L’US-Army e il National.science.foundation hanno finanziato una simulazione tridimensionale dell’attentato verificatosi al Pentagono l’11 settembre 2001. Ricercatori di un’équipe pluridisciplinare dell’università di Stato di Purdue (Indiana) hanno prodotto una sequenza 3D il cui realismo apparente attenua l’assenza di immagini video autentiche dell’evento. Questo risultato mediatico, in occasione del 1° anniversario dell’attacco, è stato interpretato dai mass media compiacenti come una prova dell’inconsistenza della polemica che abbiamo sollevato sulle modalità dell’attentato. Purtroppo per loro, dopo sei mesi di ricerche e nonostante l’importanza dei mezzi tecnici ed umani mobilitati, gli scienziati di Purdue non sono stati in grado di stabilire uno scenario conforme alla versione ufficiale e compatibile con gli elementi materiali. Incapaci di spiegare come il presunto aereo avesse potuto colpire soltanto il piano terra ed il primo piano, hanno postulato che esso volava rasente al suolo, (...)
 
 
 
18 agosto 2005
Un promemoria di Donald Rumsfeld, esclusivamente destinato ai suoi quattro principali collaboratori, è stato pubblicato da USA Today. Esso manifesta la confusione che regna al Pentagono: nessuno è capace di misurare l’efficacia delle forze armate statunitensi, nessuno sa come agire affinché possano perseguire gli obiettivi politici loro assegnati, nessuno sa a che cosa possa servire la loro potenza.
Non essendo stata aperta alcuna indagine per identificare l’origine di questa fuga di notizie, non si può escludere che essa sia stata intenzionalmente organizzata dal Segretario alla Difesa per aprire un dibattito ed imporre le sue scelte. Comunque sia, come ha dichiarato il generale Wesley Clark, questo promemoria testimonia che l’amministrazione Bush non ha alcun piano per il dopo-guerra in Afganistan ed in Iraq, e che ha imbarcato gli Stati Uniti in un’avventura improvvisata.
Qui sotto, il testo integrale della nota del segretario alla Difesa Donald Rumsfeld a proposito della guerra al (...)
 
 
 
 
 
 
 



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