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Focus




 Un’intervista a Domenico Losurdo
Non-violenza, lotta per la pace e «rivoluzioni colorate»

 Urbino (Italia) | 14 marzo 2010 | Voltaire, édition internationale | In un libro apparso il 12 marzo 2010, La non-violenza. Una storia fuori dal mito, il Professore Domenico Losurdo esplora il concetto di non-violenza e l’uso che se ne fa nella storia contemporanea. Lontano dai pregiudizi, ne rivela le ambivalenze. Percepita sovente come un’esigenza pacifista, può anche rappresentare una fuga dalle responsabilità, fino a diventare come lo è attualmente uno schermo di propaganda per tutte le forme di ingerenza. Losurdo risponde alle domande di Marie-Ange Patrizio.

La nuova strategia nucleare degli Stati Uniti
Obama torna sotto lo Scudo

 Di Manlio Dinucci, Tommaso di Francesco | Roma (Italia) | 13 marzo 2010 | Voltaire, édition internationale | Il progetto USA di scudo anti-missili solleva molte domande in termini di fattibilità, costo e ubicazione. Tuttavia, il quesito principale si pone sulla filosofia stessa di quest’arma. La denominazione di "scudo" gli conferisce una connotazione esclusivamente difensiva; però se si riflette sull’ "equilibrio del terrore", la difesa si converte in impunità. E l’impunità degli uni è una minaccia per tutti.

Storia del « Nuovo Ordine Mondiale »

 Di Pierre Hillard | Parigi (Francia) | 3 marzo 2010 | Voltaire, édition internationale | Pierre Hillard racconta la storia di un movimento ideologico, che ha lasciato la sua impronta sui tentativi in corso di raggruppamento di Stati all’interno dei blocchi regionali e cerca di orientarli verso una forma di governance globale. Il suo obiettivo non è quello di prevenire i conflitti, ma di estendere il potere finanziario e commerciale del mondo anglo-sassone. Egli teorizza e sostiene il progetto di un «Nuovo Ordine Mondiale», eretto sulle rovine delle Nazioni Unite. Naturalmente, non assimila tutti gli sforzi per porre fine alle divisioni nazionali in una volontà di dominio. Ma è indispensabile studiare questo progetto di globalizzazione politica per non lasciar trasformare l’ideale dell’unità umana in un incubo totalitario.

Caso Swift
Il Parlamento europeo rifiuta la nuova cessione di sovranita’

 Di Jean-Claude Paye | Bruxelles (Belgio) | 20 febbraio 2010 | Voltaire, édition internationale | Nel corso degli ultimi anni, l’accesso illegale di Washington alle coordinate bancarie confidenziali dei cittadini europei era diventato il simbolo del vassallaggio dell’Unione Europea e la pietra angolare dell’integrazione della UE nell’Impero transatlantico. Ciò nonostante, appogiandosi sui nuovi poteri conferiti dal Trattato di Lisbona, il Parlamento europeo ha proibito la legislazione di questa pratica. Per Jean-Claude Paye, non si tratta di una semplice peripezia parlamentaria, né unicamente di un problema di libertà pubblica, bensi di un colpo di freno nei riguardi di un processo che si è discusso per la prima volta pubblicamente.

Le incestuose relazioni delle ONG con Stati e transnazionali

 Di Julien Teil | Tolosa (Francia)  | 18 febbraio 2010 | Voltaire, édition internationale | Per realizzare le sloro azioni, le ONG umanitarie cercano di sedurre i grandi donatori, che sono generalmente le transnazionali e gli Stati. Questo rapporto favorisce il lucro dei dirigenti e la politicizzazione delle grandi cause. Poco a poco, alcune associazioni si sviano verso obiettivi non relazionati con le cause che dicono di difendere. Julien Teil analizza questa evoluzione attraverso vari esempi.

Crescono le tensioni militari tra USA e Cina

 Di Rick Rozoff | Chicago (Stati Uniti ) | 15 febbraio 2010 | Voltaire, édition internationale |


La geopolitica dei gasdotti ad un punto di svolta

 Di M. K. Bhadrakumar  | 5 febbraio 2010 | Voltaire, édition internationale | Il 6 Gennaio 2010, l’Iran e il Turkmenistan hanno inaugurato il gasdotto Dovletabat-Sarakhs-Khangiran, un progetto congiunto di portata eccezionale. Questo importante passo avanti potrebbe davvero rovesciare gli accordi della «Grande scacchiera» per il controllo dell’ energia: gli Stati Uniti sono messi fuori gioco dai loro concorrenti, senza che questi ultimi ne provochino l’aggressione e lo spargimento di sangue di cui gli americani erano stati responsabili nel corso delle operazioni di sicurezza delle strade di accesso. Se il futuro dell’energia non è il petrolio ma di gas, allora il controllo del Medio Oriente potrebbe passare attraverso il bacino del Mar Caspio.


Il fatale premio geologico chiamato Haiti

 Di F. William Engdahl | Francoforte (Germania) | 5 febbraio 2010 | Voltaire, édition internationale |



Haiti: donazioni per pagare un debito abietto?

 Di Éric Toussaint, Sophie Perchellet | 1 febbraio 2010 | Voltaire, édition internationale |


Google attacca la Cina mentre si intensifica l’ostilitra’tra Washington e Pechino

 Di Webster G. Tarpley | Washington (Stati Uniti) | 30 gennaio 2010 | Voltaire, édition internationale | Nel regolamento dei conti tra Google e il governo cinese, i mezzi di comunicazione dipingono Google come un difensore della libertà su internet e un sostenitore dei diritti umani del popolo cinese. Una totale ipocrisia, se si considera che Google fa parte di un cartello di società operanti in internet, che complottano assieme all’apparato d’intelligence statunitense, anche per la destabilizzazione di governi stranieri. Ci si può stupire, allora, se le autorità cinesi percepiscono Google come un canale di propaganda nera? Comunque sia, l’attuale alterco non è altro che un elemento in un più ampio tiro alla fune geopolitico ed economico tra i due Paesi, in cui la Cina sembra avere la meglio.

Haiti e l’arma sismica

 Di Thierry Meyssan | Beyrouth (Liban) | 28 gennaio 2010 | Voltaire, édition internationale | La polemica iniziata con la pubblicazione sul nostro sito, di un articolo sulla possibile origine artificiale del terremoto in Haiti, ha bisogno di alcuni chiarimenti. Sì, l’arma sismica esiste e gli Stati Uniti la posseggono, e non sono i soli. Sì, le forze statunitensi erano pronte per uno spiegamento militare sull’isola. Non è sufficiente per trarne delle conclusioni, ma vale la pena di rifletterci su.

Haiti. Un terremoto artificiale provocado dagli USA ?

 Caracas (Venezuela) | 24 gennaio 2010 | Voltaire, édition internationale | Secondo Russia Today, il presidente del Venezuela, Hugo Chávez Frías, ha dichiarato che è possibile che gli Stati Uniti abbiano provocato la serie di terremoti, della scorsa settimana, nei Caraibi, tra cui quello che ha colpito Haiti. Secondo ViveTv, è l’esercito russo che ha parlato di questa possibilità. In ogni caso, Venezuela, Bolivia e Nicaragua hanno chiesto la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza. La commissione dovrebbe esaminare queste accuse, e l’invasione "umanitaria" di Haiti da parte delle truppe statunitensi.

1947: la guerra biologica USA contro l’economia messicana

 Di Gastón Pardo | Mexico (Mexique) | 16 gennaio 2010 | Voltaire, édition internationale | Mentre una parte dell’establishment militare messicano conduce una campagna per un riavvicinamento del Messico alla NATO, un libro polemico rievoca il colpi inflitti al Messico da parte degli Stati Uniti. Nel 1847, Washington ha conquistato metà del territorio del suo vicino. Nel 1947 ha saccheggiato la sua economia. In entrambi i casi, osserva Gastón Pardo, gli Stati Uniti si sono attribuiti il ruolo del buono falsificando la realtà.

Gli USA reclutano in tutto il mondo per la guerra in Afghanistan

 Di Rick Rozoff | Chicago (Stati Uniti ) | 12 gennaio 2010 | Voltaire, édition internationale |


Il caso Swift
Nuove limitazioni alla sovranita’europea

 Di Jean-Claude Paye | Bruxelles (Belgio) | 18 dicembre 2009 | Voltaire, édition internationale | Ancora una volta l’UE cede alle richieste di Washington senza contropartita: gli Stati Uniti avranno legalmente accesso alle informazioni bancarie degli Europei, quando il trattato di Lisbona entretà in vigore e il Parlamento europeo avrà approvato il nuovo accordo. Inoltre, anche prima della votazione parlamentare, tali disposizioni sono in atto. Jean-Claude Jean-Claude Paye analizza questa nuova concessione.

Attachi terroristici in Argentina ’92 e ’94: non furono di origine islamica

 Di James Fetzer, Adrian Salbuchi | Buenos Aires (Argentine) | 16 dicembre 2009 | Voltaire, édition internationale | Adrian Salbuchi è stato intervistato dal Dr James H. Fetzer, fondatore di Scholars per l’ 11/9 Truth e conduttore del programma radiofonico statunitense “The Real Deal”. Il Dr. Fetzer ha dato lo scorso 11 settembre una magistrale conferenza a Buenos Aires alla Biblioteca Nazionale dell’ Argentina. E’ la seconda volta che l’investigatore nordamericano visita Buenos Aires per partecipare ad un evento commemorativo sui tragici eventi dell’ 11 settembre 2001.

Attentati di Madrid: l’ipotesi atlantista

 Di Mathieu Miquel | 18 novembre 2009 | Voltaire, édition internationale | Dopo gli attentati di Madrid (2004) e dopo quelli di Londra (2005), la giustizia ha respinto la tesi Al-Qaida e ha affermato che i crimini sono stati perpetrati da terroristi islamici autonomi. La metà della stampa spagnola ha contestato il verdetto ed esplorato varie piste interne. Mathieu Miquel, che aveva tracciato i fatti, l’inchiesta giudiziaria e il processo in un precedente articolo, esplora qui l’ipotesi di una operazione delle reti stay-behind della NATO.

La geopolitica dietro la guerra fasulla degli Stati Uniti in Afghanistan

 Di F. William Engdahl | Francoforte (Germania) | 5 novembre 2009 | Voltaire, édition internationale | Uno degli aspetti più notevoli del programma presidenziale di Obama è che, in tutti gli Stati Uniti, poche persone, nei media o altrove, hanno rimesso in causa l’impegno del Pentagono nell’occupazione militare dell’Afghanistan. Ci sono due ragioni fondamentali, nessuno delle quali può essere apertamente divulgata al pubblico.

Mito e realta’ della lotta antidroga in Venezuela

 Di Romain Migus | Caracas (Venezuela) | 3 novembre 2009 | Voltaire, édition internationale | er preparare l’opinione pubblica internazionale su un possibile attacco militare contro il Venezuela, la propaganda USA insiste nella menzogna secondo cui il governo di Chavez in Venezuela appoggia i narcotrafficanti. Questa accusa calunniosa svanisce perché il governo bolivariano rivoluzionario considera che è un suo dovere educare ed emancipare i drogati e combatte duramente i trafficanti. Negli USA è l’opposto, ed è per questo per esempio che la produzione di droga prospera in Colombia ed Afghanistan, due paesi distanti e protetti dagli Stati Uniti. Romain Migus riassume il sostegno in cifre.

Il segreto di Guantanamo

 Di Thierry Meyssan | Mosca (Russia) | 28 ottobre 2009 | Voltaire, édition internationale | Pensate di essere informati su ciò che è accaduto a Guantanamo e vi stupite che il presidente Obama non può chiudere questo centro di tortura. Vi sbagliate. Ignorate il vero scopo di questo centro e ciò che lo rende indispensabile all’attuale amministrazione. Attenzione: se desiderate continuare a pensare che abbiamo valori comuni con gli Stati Uniti e dobbiamo essere alleati con loro, non leggete quest’articolo.

UBS e l’egemonia del dollaro

 Di Jean-Claude Paye | Bruxelles (Belgio) | 22 ottobre 2009 | Voltaire, édition internationale | Osservando gli abissali deficit della bilancia commerciale e del bilancio di previsione degli Stati Uniti, molti economisti hanno annunciato una fine prematura del predominio del dollaro come moneta internazionale. Tuttavia, le cose sono in realtà più complesse. Il denaro non è solo una unità di conto ed uno strumento di riserva, ma anche un mezzo di azione, un segno del potere politico. È costitutivo della forma di Stato. Il dollaro non è solo la moneta dello stato nazionale statunitense, ma anche espressione della funzione “imperiale” di quest’ultimo.

Dietro al Nobel per la Pace 2009

 Di Thierry Meyssan | Beyrouth (Liban) | 15 ottobre 2009 | Voltaire, édition internationale | Se l’assegnazione del Nobel per la pace ha portato un coro di lodi da parte dei leader dell’Alleanza atlantica, ha anche sollevato lo scetticismo nel mondo. Invece di discutere le ragioni che potrebbero giustificare, a posteriori, questa scelta a sorpresa, Thierry Meyssan espone la corruzione del Comitato per il Nobel e i legami tra il suo presidente, Thorbjørn Jagland, e i collaboratori di Obama.

La lotta di Miguel d’Escoto Brockmann alle Nazioni Unite
La "responsabilità di proteggere": la legittimazione dell’ingerenza?

 Di Silvia Cattori | Bruxelles (Belgio) | 1 ottobre 2009 | Voltaire, édition internationale | La "comunità internazionale" – come dire, in pratica, gli Stati occidentali – non si sono mai dimostrati capaci di proteggere le popolazioni minacciate dalla carneficina di massa. Prima della conclusione del suo mandato, il Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il signor Miguel d’Escoto Brockmann, molto preoccupato dalla nuova dottrina denominata "responsabilità di proteggere" – presentata dalle grandi potenze come un mezzo per prevenire i crimini di massa – ha invitato alle Nazioni Unite intellettuali di primo piano, come Jean Bricmont e Noam Chomnsky, per discutere sull’argomento. Infatti, anziché proteggere i popoli, questa dottrina accettata con "entusiasmo" dai paesi occidentali nel 2005, potrebbe contribuire ad esporli a nuovi massacri. Gli ideologi che l’hanno sostenuta sembrano usarla per giustificare l’intervento militare, tentando di inscrivere nel diritto internazionale il "diritto di intervento umanitario". Mr. Bricmont è stato così gentile da rispondere alle (...)

I mercenari cubani della Casa Bianca

 Di Salim Lamrani | Parigi (Francia) | 28 settembre 2009 | Voltaire, édition internationale | Salim Lamrani ha recentemente pubblicato "Cuba, quello che i media non vi diranno mai", una raccolta di articoli scritti negli ultimi cinque anni. Esamina, sistematicamente, tutti gli argomenti utilizzati dalla propaganda statunitense per giustificare a posteriori l’embargo unilaterale imposto da Washington, in violazione del diritto internazionale. Questa panoramica fornisce una misura di quanto i critici del governo rivoluzionario siano irreali. Un’appendice storica sottolinea anche la continuità dell’atteggiamento dei successivi governi degli Stati Uniti, indipendentemente dall’alternarsi di facciata tra democratici e repubblicani. Ci dispiace la mancanza di un indice che avrebbe permesso di usare questo libro come una enciclopedia, in ogni caso la completezza e l’accuratezza della sua tesi lo rendono un libro di riferimento per tutti coloro che desiderano esplorare questo tema. Riportiamo qui un estratto sui dissidenti più famosi, messi in scena dalla Casa (...)

11 Settembre: gli statunitensi prigionieri delle loro menzogne

 Di Thierry Meyssan | Beyrouth (Liban) | 20 settembre 2009 | Voltaire, édition internationale | Otto anni dopo gli attentati dell’11 settembre, Thierry Meyssan, che aveva avviato la sfida globale alla validità della versione di Bush dei fatti, riassume lo stato del dibattito per la nuova rivista russa Odnako. Il dissidente francese denuncia la "cortina di ferro" che separa a i popoli della NATO dal resto del mondo. Sottoposti a un bombardamento mediatico, non sono a conoscenza dei dibattiti che si sviluppano fuori dall’Occidente e continuano a credere che la sfida del 11 settembre è limitata a pochi gruppi di attivisti. Thierry Meyssan si interroga anche sull’ingenuità degli occidentali che credono a uno scenario infantile da fumetti americani, secondo cui venti fanatici avrebbero potuto colpire al cuore il più grande impero militare del (...)

La distruzione di una civiltà
La guerra USA contro l’Iraq

 Di James Petras | New York (Stati Uniti) | 20 settembre 2009 | Voltaire, édition internationale |


Intervista a Kurt Sonnenfeld

 Buenos Aires (Argentine) | 11 settembre 2009 | Voltaire, édition internationale | Come videografo ufficiale del governo USA, Kurt Sonnenfeld fu assegnato alla zona di Ground Zero dopo l’11 settembre 2001 e lì trascorse un mese, registrando 29 cassette: “Ciò che ho visto in certi luoghi e in certi momenti... è abbastanza sconvolgente!”. Non ha mai consegnato quei nastri alle autorità e da allora è stato oggetto di persecuzione. Kurt Sonnenfeld vive in esilio in Argentina, dove ha scritto “El Perseguido” (Il perseguitato). Nel suo libro, pubblicato di recente, racconta la storia del suo incubo senza fine e conficca un altro chiodo nella bara della versione ufficiale governativa degli eventi dell’11/9. Qui sotto pubblichiamo un’intervista esclusiva raccolta da Voltairenet.

“Spazi metropolitani”: una strategia verso una “governanza mondiale”

 11 settembre 2009 | Voltaire, édition internationale | I partigiani di una “governanza mondiale” manipolano la classica rivalità tra poteri locali e nazionali per indebolire gli stati nazione. Pierre Hillard denuncia l’agenda nascosta di “città e governi locali uniti”, un’associazione mondiale intercomunale presieduta dal sindaco (PS) di Parigi Bertrand Delanoë assistita del presidente (PS) della regione Île-de-France Jean-Paul Huchon.

Un anno dopo il picco petrolifero
Richard Heinberg: « La crescita mondiale ha raggiunto il limite »

 24 agosto 2009 | Voltaire, édition internationale | Un anno fa, il barile di petrolio raggiungeva il prezzo record di 147 dollari. Il mondo intero si volse allora verso l’Arabia Saudita – tradizionale produttore supplementare – chiedendole di aumentare la produzione per rispondere alla domanda, stabilizzando i prezzi. Ma il regno non ne fu capace, dato che i suoi pozzi si prosciugano. Questo fatto segna la fine di un’epoca. Come in una spirale drammatica, la presa di coscienza che la crescita economica sarebbe ormai limitata a causa della scarsità dell’energia fossile, ha fatto crollare gli investimenti, la domanda di petrolio e il suo prezzo. Richard Heinberg, autore affermato per i suoi lavori sulla diminuzione delle risorse, esamina questo fatto storico, le sue conseguenze per l’attività umana e le prospettive per il futuro, in un’intervista esclusiva concessa al Rete (...)

Louis Massignon e i retroscena dell’orientalismo francese

 Di Gilles Munier | Parigi (Francia) | 19 agosto 2009 | Voltaire, édition internationale | Negli ultimi vent’anni, Gilles Munier è stato un uomo ombra, militante anti-imperialista della causa araba in Palestina e in Iraq. Allora, egli era il contatto inevitabile di non poche missioni diplomatiche. Ma dopo la ricolonizzazione dell’Iraq nel 2003 da parte degli eserciti anglosassoni, è stato chiamato in causa dalla CIA e costretto a risiedere in Francia per impedirgli di continuare la sua azione. Mettendo a profitto questo riposo forzato, ha scritto Les Espions de l’or noir, un libro storico, nello stesso tempo erudito e romanzesco. Chi meglio di lui poteva mettere a nudo i misteri delle spie occidentali in Medio Oriente degli ultimi due secoli ? Nell’estratto che pubblichiamo, egli rileva una sfaccettatura poco nota del «grande islamologo» francese Louis Massignon : questi era innanzitutto un agente del servizio segreto francese, rivale di Lauwrence (...)

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