Le agenzie di stampa hanno fatto menzione di una lettera del presidente della Repubblica islamica dell’Iran, Mahmoud Ahmadinejad, al Segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon, il 13 aprile 2010.

I primi dispacci indicavano che l’Iran avrebbe voluto aprire le indagini sugli attentati dell’11 settembre 2001 e una condanna degli attentati compiuti nel paese dal Jundallah, un’organizzazione terroristica controllata dalla NATO. Tuttavia, la rivista Foreign Policy, edita dalla Brookings Institution, ha pubblicato sul proprio sito ciò che ha presentato come il testo integrale della lettera iraniana, che non chiede nulla dell’11 settembre. La stampa ha poi fatto marcia indietro.

Si tratta di una manipolazione che la dice lunga sulla preoccupazione dei sostenitori della versione del governo americano sugli eventi del 2001. La lettera autentica, che pubblichiamo nella versione integrale così come è stata trasmessa dalla presidenza iraniana, dice:

"Eccellenza, ci aspettiamo almeno che si designi un gruppo indipendente di ricerca su cui i popoli della regione abbiano fiducia, per avviare un’indagine completa sui principali mandanti criminali degli attacchi dell’11 settembre, in quanto scusa principale per attaccare il Medio Oriente, sugli obiettivi della presenza militare della NATO in Afghanistan e Iraq, sui metodi utilizzati e le conseguenze della loro presenza e del loro operato, i cui risultati sarebbero presentati all’Assemblea Generale."

Dopo la consultazione con gli altri Stati membri delle Nazioni Unite, l’Iran ha desiderato rivolgersi al segretario generale, volendo rivolgersi direttamente all’Assemblea generale, se questo primo tentativo non riuscisse, come ci si può aspettare.

Nel 2002, Thierry Meyssan aveva convinto la Lega Araba e il Consiglio per la cooperazione del Golfo a compiere una mossa presso le Nazioni Unite per far luce sull’11 settembre, ma è stata definitivamente abbandonata sotto la pressione degli Stati Uniti.

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«Mahmoud Ahmadinejad’s letter to Ban Ki-moon», Voltaire Network.

Traduzione di Alessandro Lattanzio