Il sito Wikileaks, che ha pubblicato 72.000 documenti dell’esercito USA in Afghanistan, ha pubblicato quasi 391832 telegrammi di segnalazioni d’incidenti dell’US Army in Iraq, risalente al periodo 2004-2009.

I documenti sono stati presentati, dieci settimane prima della pubblicazione, a quattro testate atlantiste, il New York Times, The Guardian, Le Monde e Der Spiegel, per essere analizzati.

La stampa dominante risponde principalmente sorprendendosi per l’ampiezza delle violenze di ogni tipo, compresi quelli che åquesti documenti attestano. Trae egualmente le conclusioni sul ruolo dei mercenari o sulla debolezza del governo iracheno.

Questa operazione spettacolare, permette alla stampa dominante di recuperare delle informazioni. I documenti resi pubblici, rivelano eventi di cui la stampa irachena e la Resistenza hanno ripreso progressivamente negli ultimi anni, e che la stampa dominante ha cercato di ignorare e di nascondere ai suoi lettori.

La Rete Voltaire era sorpresa, all’epoca, di questa cecità. Fu allora, a titolo di esempio e per un periodo limitato di un mese, che ha pubblicato una selezione delle principali informazioni disponibili sotto forma di una pubblicazione a parte: Gennaio in Iraq. Questo esperimento, che si è svolto nell’arco di cinque anni, dimostra che tutto ciò era già disponibile a coloro che volevano sapere.

Ne consegue anche che, le nostre analisi degli ultimi 5 anni su questo tema, sono state confermate, mentre l’analisi della stampa dominate, è ora stata sconfessata de essa stessa. Si noti che il New York Times, The Guardian, Le Monde e Der Spiegel stanno aggiornando il loro recupero come uno scoop giornalistico di grandissima scala, invece di chiedere scusa ai lettori per aver mentito per così tanto tempo.


- "Gates: le "falle" di Wikileaks sono insignificanti", Rete Voltaire, 19 ottobre 2010.
- "Comunicato di Réseau Voltaire - Wikileaks: cortina di fumo politica", Rete Voltaire, 28 luglio, 2010.
- “Something Stinks About Wikileaks Release of "Secret" Documents”, di F. William Engdahl, Voltaire Network, 20 agosto 2010.

Traduzione di Alessandro Lattanzio