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Il ritorno di Maurice Sonnenberg

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Il banchiere Maurice Sonnenberg è stato nominato dal presidente della Camera dei Rappresentanti, responsabile della revisione contabile nazionale dei programmi di ricerca e sviluppo della comunità dell’Intelligence USA (National Commission for the Review of the Research and Development Programs of the United States Intelligence Community).

Maurice Sonnenberg è una di quelle personalità del complesso militare-industriale, sconosciuta al grande pubblico, e tuttavia molto potente a Washington [Ci sono poche immagini di lui, qui in una serata di gala presso il Ritz Carlton Georgetown.].

Era uno dei consulenti internazionali di Bear, Stearns & Co. Inc. quando la banca d’investimento crollò causando la crisi finanziaria globale del 2008. Questa venerabile istituzione ha prestato 100 volte più soldi p di quelli che aveva a disposizione. Bear, Stearns & Co., Inc. essendo stata acquisita da JP Morgan Chase grazie a un prestito della Federal Reserve, Maurice Sonnenberg entrò nello staff. Accanto a Jean-Louis Bruguiere e Sir John Scarlett, è anche consulente del Chertoff Group, la società di "risk management" del suo amico Michael Chertoff, l’ex segretario della Homeland Security.

Sonnenberg è una figura storica del neconservatorismo. Alla fine degli anni ’80, apparteneva alla CSD, l’associaizone degli amici del senatore democratico Henry Scoop Jackson, a favore del riarmo. A differenza di molti neocon, non ha mai oscillato, a seconda dei casi, tra i partiti democratico e repubblicano, ma rimase sempre fedele alla sua formazione originaria. Ha tuttavia difeso la loro stessa politica. E’ stato, per esempio, nel 2003 uno dei leader del Comitato per la Liberazione dell’Iraq, che ha guidato la campagna per la guerra con una marea di menzogne oltraggiose.

In realtà, Maurice Sonnenberg è un ex ufficiale dei servizi segreti degli Stati Uniti, e, almeno, un "vicino" al Mossad. Ha fatto parte della Commissione Presidenziale della Intelligence Estera sotto Bill Clinton. E’ considerato uno degli strateghi dello spionaggio economico e della globalizzazione.

Ha costantemente lavorato per cinque presidenti degli Stati Uniti (Carter, Reagan, Bush padre, Clinton, Bush figlio). Ha partecipato a numerosi comitati di consulenza, tra cui quello di Paul Bremer III sul terrorismo (Commissione nazionale sul terrorismo, 2000), dove è stato vice-presidente. Aveva poi a lungo discusso sui probabili effetti di una possibile nuova "Pearl Harbor" e fatto varie proposte sulla lotta al terrorismo. Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, è apparso come un esperto richiesto dalla televisione. Le sue proposte erano state incorporate dal lungamente progettato codice di lotta al terrorismo, sviluppato in segreto dalla Federalist Society e adottato da un Congresso, influenzato dalle emozioni, come Patriot Act USA.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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