L’arcivescovo sudafricano e Nobel per la pace Desmond Tutu ritiene che l’ex presidente degli Stati Uniti George W. Bush e l’ex primo ministro britannico Tony Blair dovrebbe essere perseguiti dalla Corte penale internazionale (CPI) per aver provocato l’invasione dell’Iraq nel 2003.

In un articolo pubblicato a suo nome questa Domenica, 2 settembre 2012, sul quotidiano britannico The Observer, l’arcivescovo Desmond Tutu ha detto che Bush e Blair hanno falsificato i dati forniti dalle loro intelligence per ingannare il pubblico, facendo credere che l’Iraq avesse armi di distruzione di massa, un pretesto poi usato per invadere questo paese arabo, un evento che ha destabilizzato la situazione in tutta la regione. "I leader di allora di Stati Uniti e Regno Unito [rispettivamente George W. Bush e Tony Blair] hanno creato lo scenario per il genocidio. (...) Ci hanno portato sull’orlo dell’abisso dove siamo ora, con lo spettro di Siria e Iran davanti a noi" [1], sottolinea l’arcivescovo sudafricano che indica che per lui la crisi in Siria e le tensioni sull’Iran sono anche conseguenze della guerra lanciata contro l’Iraq nel 2003.

L’arcivescovo sudafricano ha spiegato la sua decisione di non partecipare al vertice Discovery Invest Leadership, tenutasi la scorsa settimana a Johannesburg, alla presenza di numerosi ospiti internazionali, tra cui Tony Blair.

"La leadership e la morale sono inseparabili" [2], ha detto l’arcivescovo Desmond Tutu nell’articolo su The Observer, che ha firmato questa Domenica.

Traduzione di Alessandro Lattanzio (Aurora)

[1] “The then-leaders of the US and UK fabricated the grounds to behave like playground bullies and drive us further apart. They have driven us to the edge of a precipice where we now stand – with the spectre of Syria and Iran before us.”

[2] “Leadership and morality are indivisible.”