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Lo Sri Lanka riprende la repressione della comunità Tamil

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In Sri Lanka, il governo del presidente Mahinda Rajapaksa ha vietato la celebrazione della sconfitta delle Tigri Tamil, del 16 maggio 2009. Le famiglie delle vittime e i membri del nuovo partito Tamil, avevano in programma grandi manifestazioni per il maggio 2014, durante le cerimonie funebri.

Le Tigri Tamil (Ltte) furono schiacciate dall’esercito dello Sri Lanka, supportato da consulenti israeliani, mentre per anni Israele aveva sostenuto contemporaneamente entrambi i contendenti (governo e ribelli). Secondo il segretario generale delle Nazioni Unite, l’esercito dello Sri Lanka uccise più di 40000 persone durante le ultime settimane della guerra civile, la maggior parte prigionieri che si erano arresi.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Sarath Fonseka, ha accusato il ministro della Difesa di aver ordinato l’esecuzione dei prigionieri. Fu immediatamente sollevato dal suo incarico, ma fu il principale candidato dell’opposizione alle presidenziali. Dopo aver perso le elezioni, fu sottoposto alla corte marziale per le sue osservazioni e condannato a tre anni di carcere. Fu rilasciato nel maggio 2012.

Lo Sri Lanka è guidato dal 2005 dal Presidente Mahinda Rajapaksa (nella foto), la cui famiglia controlla il 70% della ricchezza dell’isola. Suo fratello Gotabhaya è il ministro della Difesa, l’altro fratello Basil è ministro dell’Economia e dello Sviluppo, il terzo fratello Chamal presiede il Parlamento. I suoi cugini Jaliya Wickramasuriya e Udayanga Weeratunga sono ambasciatori alle Nazioni Unite e in Russia.

La maggior parte dei cingalesi sono buddisti, mentre i tamil sono indù. Il primo ministro DM Jayaratne è anche ministro degli Affari buddisti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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