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Perche’ l’Arabia saudita e gli Emirati offrono dei “Rafales” all’Egitto?

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Il presidente egiziano , Abd al-Fattah al-Sisi, ha firmato il 16 febbraio 2015 al Cairo, cinque contratti di acquisto di armamenti con la Francia, riguardanti:

- 24 “Rafales” di Dassault Aviation;
- 1 fregata multi-missione “FREMM”, fabbricata da DCNS (Direction des Constructions Navales Services);
- dei missili aria-aria “MICA” e di crociera “SCALP” prodotti da MBDA (Matra BAE Dynamics Alenia);
- dei missili aria-suolo “2ASM” della SAGEM (Société d’Applications Générales de l’Electricité et de la Mécanique);
- dei sistemi di “flare” per i “Rafales” prodotti da Lacroix. (dispositivi usati sui velivoli militari per ingannare, emettendo raggi infrarossi, il sistema di guida dei missili con testata a ricerca di calore)

L’ammontare totale dei contratti è di 5,2 miliardi di euro, mentre l’ Egitto è in fallimento ed è già costretto a sollecitare aiuti dall’esterno per riuscire a nutrire la sua popolazione. La prima metà di questa somma sarà versata all’inizio, mentre la seconda metà sarà presa in prestito dalle banche francesi e garantita dallo Stato francese.

La stampa francese si stupisce della rapidità con la quale questi contratti sono stati conclusi. Saluta la qualità eccezionale dei “Rafales” per meglio mettere a tacere le ragioni di questo acquisto .

In realtà, gli Stati Uniti hanno deciso di creare un Patto Militare Regionale, sotto l’autorità di Israele, includendo i regimi sionisti musulmani (notoriamente la Giordania, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti), in maniera di garantire la sicurezza della colonia ebra della Palestina dopo lo spostamento delle truppe statunitensi verso l’ Estremo Oriente [1]. Ma è fuori questione che il generale al-Sisi, che ha fatto la propria campagna elettorale invocando l’immagine del defunto presidente Nasser, faccia aderire l’Egitto a questo Patto.

Washington ha dunque dato a Riyad il ruolo di stabilizzare il paese del Nilo in maniera da impedirgli di avvicinarsi al suo alleato storico, la Siria. L’acquisto egiziano sarà quindi interamente pagato dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti e la sua consegna durerà almeno due anni. La scelta dei “Rafales” si spiega dal fatto che l’Egitto non può ricevere materiali statunitensi e che la Francia è il solo membro della NATO ad avere conservato la sua industria di difesa aereonautica ad un alto livello, tutti gli altri membri l’hanno abbandonata nella speranza di partecipare al progetto F-35 statunitense.

Da una trentina d’anni, gli Stati Uniti hanno dissuaso tutti i compratori potenziali del “Rafale” dall’ acquistarlo. La negoziazione di un importante contratto con l’India è stata interrotta dopo che la Francia ha rifiutato di consegnare alla Russia dei “Mistrals” che aveva già ordinato e pagato.

Fino ad oggi, la Francia considerava il generale al-Sisi come un dittatore che reprime i Fratelli Musulmani, che li sostiene, dal canto suo, in Libia, in Siria e in Turchia. Tuttavia, l’Arabia Saudita e gli Emirati, che sono stati minacciati anche loro da alcuni tentativi di colpo di Stato da parte dei Fratelli Mussulmani, si sono avvicinati all’Egitto, appunto, per combatterli.

Traduzione
Federico Vasapolli

[1] “Obama si riarma”, di Thierry Meyssan, Traduzione Matzu Yagi, Megachip (Italia), Rete Voltaire, 9 febbraio 2015.

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