In Francia, l’ex direttore centrale della Polizia Nazionale, Frédéric Péchenard, ha vivamente criticato il modo in cui il ministero dell’Interno gestisce l’attuale crisi della sicurezza pubblica.

Ha constatato l’incoerenza insita nel prolungamento dello stato d’emergenza per gli Europei di calcio: o siamo in presenza di una grave minaccia e quindi viene decretato lo stato d’emergenza e vengono vietati tutti gli assembramenti importanti, o il rischio è moderato, e in tal caso stato d’emergenza può essere revocato per consentire lo svolgimento degli Europei di calcio.

Il direttore generale della Sicurezza Interna, Patrick Calvar (foto), è stato ascoltato dalla Commissione per la Difesa Nazionale e per le Forze Armate dell’Assemblea Nazionale sulla possibilità di nuovi attentati di Daesh in Francia [1]. Ha osservato che circa 400 minori francesi vivono oggi in zone di combattimento in Siria e che alcuni di loro vengono addestrati all’uso delle armi; un dramma umano che modifica profondamente la situazione. Soprattutto, Calvar ha sottolineato che il pericolo per la sicurezza è rappresentato meno da Daesh che dal processo di radicalizzazione che coinvolge sia giovani che vanno in Siria a combattere, sia gruppi di estrema destra. Calvar ritiene inevitabile uno scontro a breve termine fra i due schieramenti.

Infine ha parlato in favore di un rafforzamento della legislazione sulle armi, così com’è stato fatto nel Regno Unito.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo