Il 12 luglio 2016 il parlamento europeo dovrebbe adottare una risoluzione riguardante le «comunicazioni strategiche dell’Unione europea».

Su iniziativa di Zbigniew Brzeziński e di alcune personalità polacche, che hanno già lanciato un’«iniziativa per la guerra dell’Informazione» contro la Russia in seno al Center for European Policy Analysis a Washington, la NATO ha creato un Centro per le Comunicazioni Strategiche in Lettonia, ora l’Unione europea dovrebbe dotarsi di una struttura analoga.

L’obiettivo è centralizzare tutti gli sforzi di manipolazione dei media, ora divisi secondo le competenze in guerra psicologica, in propaganda ecc.

Il programma iniziale era interamente rivolto contro la Russia. Ma nel corso degli ultimi mesi è stata aggiunta una sezione contro Daesh (e non contro lo jihadismo).

Siamo stati sorpresi di leggere in documenti interni della NATO e della UE che un autore di Réseau Voltaire è ritenuto uno dei capi della propaganda russa in Europa. Evidentemente il lavoro degli anti-russi non è molto serio.

Attualmente l’UE, in seno al servizio Azione Esterna (EEAS, European External Action Service), dispone di un gruppo di lavoro per le comunicazioni strategiche verso l’Est (East StratCom Task Force). Due volte la settimana questa cellula invia per e-mail, a diverse centinaia di giornalisti, elementi da introdurre nei loro articoli allo scopo di screditare i media russi.

L’Unione è particolarmente preoccupata per aver perso il controllo di Euronews, malgrado un enorme budget di finanziamento dei media, e per l’aumento dell’audience di Sputnik e di RT.

La scelta di creare un vero e proprio servizio delle comunicazioni strategiche in seno all’Unione europea sarà motivata da un rapporto dell’ex ministro degli Esteri polacco, Anna Elżbieta Fotyga.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo