Dopo l’entrata in vigore del cessate-il-fuoco, i “moderati” dell’Esercito siriano libero (ESL) hanno attaccato i curdi dell’YPG nel nord della Siria.

La Russia ha espressamente chiesto all’ESL di cessare il combattimento.

Questo gruppo dell’ESL si è in realtà costituito al momento della “liberazione”, da parte dell’esercito turco, di Jarablus, fino a quel momento occupata da Daesh. Su istruzione di Ankara, gli uomini di Daesh hanno semplicemente abbandonato la bandiera del Califfato per mettersi sotto la bandiera dell’ESL. Nessun colpo è stato tirato. Così oggi gli jihadisti continuano a combattere sotto la bandiera dell’ESL.

Nella prima giornata in cui è entrato in vigore, il cessate-il-fuoco è stato rispettato su tutto il territorio dall’Esercito arabo siriano, dalla Russia, dall’Iran, dalle forze della Coalizione internazionale, dall’esercito turno, ma è stato violato 23 volte dall’”opposizione moderata” e due volte da Israele.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo