Il presidente Donald Trump ha dato disposizione al segretario di Stato, Rex Tillerson, di dimezzare, nel corso dei prossimi tre anni, la partecipazione finanziaria degli Stati Uniti al funzionamento dell’ONU.

La decisione fa seguito alla richiesta di audit dell’ambasciatrice Nikki Halley al Consiglio di sicurezza.

Da luglio 2012, con la nomina di Jeffrey Feltman a capo del dipartimento Politico dell’Organizzazione, le risorse dell’ONU sono state utilizzate dallo Stato Profondo USA per perseguire i propri obiettivi di rimodellamento del Medio Oriente Allargato e di sbarramento alle due vie della seta.

Benché la decisione del presidente Trump sarà presentata dalla stampa come un attentato alla pace [1], in realtà si tratta esattamente del contrario. Le guerre contro Siria e Donbass sono ora organizzate da New York. Non sarà possibile ottenere il ripristino delle funzioni originarie dell’ONU senza, innanzitutto, escluderne i rappresentanti dello Stato profondo USA e senza sottoporlo a un regime d’austerità.

Rex Tillerson ha scritto alle ONG che siedono nel Consiglio per i Diritti dell’Uomo di Ginevra facendo loro presente la necessità di riformare l’ONU o, se non sono d’accordo, di uscirne.

Il Consiglio per i Diritti dell’Uomo di Ginevra ha, in particolare, convalidato le false imputazioni alla Jamahariya araba libica, accusata di aver bombardato un quartiere ribelle di Tripoli, la capitale. Su questa menzogna si è basato il Consiglio di sicurezza per chiedere alla NATO di proteggere la popolazione civile dal “dittatore”, in realtà per autorizzare un “cambiamento di regime” nel solco della tradizione coloniale più autentica.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo

[1] “White House seeking significant cuts tu U.S. payment to United Nations”, Karen DeYoung, The Washington Post, March 15th, 2017.