Il governo norvegese ha riconosciuto al tecnico atomico israeliano Mordechai Vanunu il diritto di raggiungere la propria famiglia in Norvegia.

Cittadino israeliano convertito al cristianesimo, nel 1985 Mordechai Vanunu rivelò al Sunday Times i segreti del reattore di Dimona e del programma militare nucleare d’Israele. Per ordine di Shimon Peres, fu rapito a Roma e trasferito in Israele, dove fu condannato a 18 anni di reclusione.

Fu liberato nel 2004, dopo aver scontato l’intera pena, di cui 11 anni in isolamento totale, e poi fu messo agli arresti domiciliari, con il divieto di contattare la stampa. Riuscì a eludere il divieto circa venti volte, in un’occasione anche per un’intervista con Silvia Cattori, per conto di Réseau Voltaire [1], e ogni volta condannato.

Non si sa se gli sarà permesso di lasciare Israele per la Norvegia.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo