Nella Repubblica non riconosciuta di Somaliland, il 13 novembre si è tenuta un’elezione presidenziale, presentata dalla stampa occidentale come “esemplare”.

C’è stato un dibattito pubblico tra i tre candidati ma, durante la votazione, i social network sono stati oscurati per impedire la diffusione di false notizie e la sollecitazione di voti tribali.

L’elezione presidenziale era inizialmente prevista due anni fa. Le ultime elezioni legislative risalgono invece al 2005.

Somaliland era sostenuta da Israele, che vi ha installato lo stato maggiore, in comune con Saudita, per la guerra contro lo Yemen. Ora però il Paese sta per tornare sotto il controllo dell’antico colonizzatore, il Regno Unito, ed essere comprato dagli Emirati Arabi Uniti.

Il Regno Unito supervisiona le elezioni e, in particolare, ha installato nei seggi un sistema d’identificazione degli elettori attraverso l’iride.

Gli Emirati Arabi Uniti stanno costruendo in Somaliland la loro prima base militare estera. Dovrebbe essere finita il prossimo anno. Simultaneamente, Dubai Ports World sta ristrutturando il porto di Berbera, che si trova a fianco di quello di Gibuti e di fronte a quello di Aden (Yemen), due porti che la società già controlla. Queste tre infrastrutture assicurano agli Emirati la sorveglianza dello stretto di Bab-el-Mandeb. Gli Emirati stanno anche costruendo una via che collega Berbera all’Etiopia e promuovendo numerosi progetti educativi e umanitari.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo