Mentre secondo Unione Europea (UE) e Organizzazione degli Stati Americani (OSA) l’esito delle elezioni presidenziali in Honduras è viziato dalla frode, il governo degli Stati Uniti ha invece designato il vincitore: Juan Orlando Hernández.

Nel 2009 Juan Orlando Hernández aveva sostenuto il colpo di Stato contro il presidente legittimo José Manuel Zelaya Rosales, diventando dapprima presidente del Congresso Nazionale (Parlamento), poi, nel 2013, presidente della repubblica.

Il colpo di Stato era stato organizzato dall’amministrazione Obama con il concorso di Israele [1].

Secondo i risultati ufficiali, che tutti gli osservatori concordemente considerano falsificati, il leader dell’opposizione Salvador Nasralla (un palestinese sostenuto da Zelaya) avrebbe ottenuto il 41,42% dei voti, contro il 42,95% del presidente uscente.

La maggior parte delle organizzazioni intergovernative, fra cui UE e OSA, hanno lanciato un appello per un nuovo scrutinio.

Il presidente Juan Orlando Hernández ha invece dato istruzione al proprio ambasciatore all’ONU di opporsi alla risoluzione dell’Assemblea Generale sullo statuto di Gerusalemme; la risoluzione era indirizzata contro Stati Uniti e Israele. Al termine della votazione di New York, la Casa Bianca ha senza indugio preso posizione in favore di Orlando.

Preferendo evitare un nuovo scontro nel proprio Paese, Salvador Nasralla ha annunciato di voler rinunciare alla presidenza.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo