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Il mito di una «NATO araba»

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Sala Ovale della Casa Bianca, 20 marzo 2018: mentre riceve il principe ereditario Mohammed bin Salman, Donald Trump esibisce un grafico con l’aspettativa di vendite di armi USA all’Arabia Saudita

Secondo Reuters, il Pentagono sta preparando un vertice, per il 12 e 13 ottobre prossimi, al fine di creare la Middle East Strategic Alliance (MESA) (Alleanza Strategica per il Medio Oriente) [1], un’alleanza degli Stati del Golfo intorno all’Arabia Saudita, oltre a Giordania ed Egitto.

L’articolo presenta l’iniziativa come volontà di Washington di subappaltare la pressione militare contro l’Iran.

Al progetto si frappongono tuttavia alcuni ostacoli:
-  Innanzitutto, il Qatar, in conflitto con Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (conflitto alimentato dagli Stati Uniti) e l’Oman, il mediatore della regione, verrebbero, di fatto, esclusi. Contemporaneamente all’iniziativa, il Pentagono dovrebbe perciò estendere la sua base al Qatar.
-  Sarà difficile far lavorare insieme, su un piano di parità, questi Stati, visto che l’Arabia Saudita non ha mai acconsentito a considerare uguali i suoi vicini di ridotte dimensioni.
-  Benché tutti gli Stati non mancheranno di accettare l’invito, in quanto Washington distribuirà formazione e materiale, saranno certamente meno numerosi a portare avanti l’alleanza in caso di conflitto, come già si è visto nello Yemen.

La regione è molto cambiata dalla guerra fredda e dal Patto di Bagdad, un’alleanza militare in funzione antisovietica che il Regno Unito pilotava appoggiandosi all’Iran.

Più verosimilmente, la creazione di quest’organizzazione permetterebbe agli Stati Uniti di continuare a vendere armi nella regione senza dover scatenare una nuova guerra.

A termine, quest’alleanza potrebbe essere utilizzata per fare pressione non soltanto sull’Iran, ma anche sulla Turchia.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo

[1] “Trump seeks to revive ’Arab NATO’ to confront Iran”, Yara Bayoumy, Jonathan Landay & Warren Strobel, Reuters, July 27, 2018.

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