In meno di dodici ore i giganti d’internet hanno soppresso gli account del gruppo Infowars e del giornalista Alex Jones, favorevole al presidente Donald Trump.

La purga, seguita a un’audizione sulla censura in internet della Commissione Giustizia della Camera dei Rappresentanti, è stata coordinata da Apple, Facebook, Google, Spotify e YouTube.

Tutti i video di Alex Jones sono stati cancellati dalla rete.

La decisione, presa in nome dell’ideologia puritana che afferma il dovere di ciascuno di opporsi alle posizioni devianti, contraddice la concezione statunitense della libertà totale d’espressione, estrinsecata nel primo emendamento della Costituzione.

Imprese private legate al Partito Democratico hanno così messo fine a uno dei principi fondatori degli Stati Uniti. È accaduto quanto anticipato da Rete Voltaire due anni fa nell’articolo di Thierry Meyssan: «Gli Stati Uniti si riformeranno o si lacereranno?», pubblicato il 26 ottobre 2016.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo