Nonostante le difficoltà finanziarie, la Repubblica Araba Siriana ha cominciato a ricostruire il Paese, dando priorità alle infrastrutture e ai servizi pubblici rispetto alle abitazioni private.

Le principali arterie del Sud del Paese sono già state rifatte.

Soprattutto, 350.000 professori, di cui 30.000 di nuova nomina, potranno riprendere l’insegnamento; 100 nuove scuole sono già in costruzione, altre 3.000 dovrebbero essere pronte nei prossimi tre anni.

Contrari a qualunque insegnamento che non sia il Corano, gli jihadisti, sostenuti dalla NATO, hanno sistematicamente distrutto le scuole dei territori che occupavano. Per colpa dell’aggressione straniera, durante i sette anni di guerra molti di bambini sono stati privati del diritto all’istruzione.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo