La Russia accusa il Regno Unito di preparare un attacco chimico sotto falsa bandiera a Idlib. A loro volta gli Stati Uniti accusano la Siria di prepararne uno. I virulenti scambi verbali al Consiglio di Sicurezza possono suggerire l’imminenza di un intervento occidentale.

In realtà, i britannici non possono accusare la Siria finché l’esercito siriano non sarà dispiegato a Idlib: le armi chimiche non possono infatti essere disperse per via aerea, ma solo con tiri di mortaio. Per ora l’attacco a Idlib è preparato solo con bombardamenti russi, mirati su postazioni di Al Qaeda. Niente di più.

Se l’attacco d’Idlib iniziasse prima del 6 novembre 2018, data delle elezioni negli Stati Uniti della Camera dei Rappresentanti e di un terzo del Senato, la Siria si metterebbe in pericolo. Basterebbe infatti che i britannici mettessero in atto l’operazione sotto falsa bandiera per costringere il presidente Trump a ordinare un attacco militare urgente, ossia senza possibilità di verificare le accuse di Londra. Se non lo facesse, Trump correrebbe il rischio di perdere le elezioni di metà mandato e di essere messo in stato d’accusa dal nuovo Congresso (impeachment).

Un attacco USA sarebbe questa volta estremamente letale, a differenza dalle messinscene precedenti.

È quindi prudente per la Siria aspettare le elezioni USA per liberare Idlib.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo