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UR-77 Meteorit

Tra le armi russe più efficaci che sono state usate in Siria ce n’è una che risale all’epoca sovietica. L’occupazione dei centri urbani siriani da parte degli islamisti è stata resa possibile grazie a decine, se non centinaia di “punti d’appoggio”.

Ogni punto d’appoggio era l’equivalente di una compagnia di fanteria, disposta in diversi edifici situati alle principali intersezioni. Gli edifici erano collegati da tunnel sotterranei, dove erano depositate scorte di rifornimenti e armi sufficienti per un anno.

C’erano numerosi tiratori scelti, missili anticarro teleguidati, cannoni senza rinculo e il perimetro era circondato da campi di mine e ordigni esplosivi improvvisati.

Quando le truppe dell’esercito siriano sono entrate in questi centri urbani sono rimaste bloccate. L’unica soluzione era neutralizzarli uno per uno. I bombardamenti aerei sui punti d’appoggio non erano efficaci perché distruggevano soltanto i piani superiori degli edifici.

Sicché la neutralizzazione dei punti d’appoggio era estremamente difficile e implicava la morte di molti soldati e la distruzione di centinaia di blindati dell’esercito siriano.

Con il coinvolgimento della Russia nella guerra in Siria, la neutralizzazione dei punti di appoggio ribelli è diventata più facile, grazie a un mezzo di combattimento appropriato: l’UR-77 Meteorit (Zmey Gorynych). Le vittorie-lampo dell’esercito siriano poggiano proprio sull’utilizzo intensivo dei sistemi russi UR-77.

L’UR-77 Meteorit è un veicolo blindato montato sul telaio dell’obice semovente 2S1 Gvozdika, di epoca sovietica. Al posto della torretta i russi hanno montato un’unità di lancio caricata con una tonnellata di esplosivo disposta linearmente (LDCS: Linear Demolition Charge System). Dei razzi catapultano la carica fino a 100 metri dinanzi al veicolo. La detonazione dell’esplosivo viene fatta con un ritardatore.

In origine l’UR-77 fu concepito per aprire brecce nei campi minati e permettere così alla fanteria e ai blindati di avanzare. In Siria l’UR-77 si è però rilevato molto efficace nella lotta contro i mercenari.

Nel 1991, durante la prima guerra del Golfo, i britannici hanno utilizzato il sistema Giant Viper contro le fortificazioni irachene alla frontiera tra Kuwait e Arabia Saudita. Nel 2005, nei combattimenti contro i ribelli iracheni a Fallujah, anche la fanteria di marina statunitense ha utilizzato sistemi analoghi, gli M58.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo