Il consigliere speciale del presidente Donald Trump, il genero Jared Kushner, è stato incaricato di elaborare un piano di pace per risolvere il conflitto tra Israele e la regione. Dopo molti rinvii, la proposta dovrebbe essere finalmente presentata al termine del Ramadan, a giugno 2019.

Già adesso quasi tutti i protagonisti sono concordi nel denunciare un metodo che disdegna il diritto internazionale e intende affrontare il problema nei termini in cui si pone oggi, anziché in quelli del 1948.

Ebbene, nessuna soluzione può funzionare senza l’accordo delle le parti coinvolte, ma Kushner sembra voler puntare più sulle popolazioni che sui dirigenti.

Invitato dal Washington Institute for Middle East Policy, Kusher ha parlato del suo piano senza però rivelare il contenuto preciso. Sorprendendo tutti, il consigliere di Trump non ha delineato una formula magica in grado di risolvere miracolosamente un problema vecchio di 70 anni, bensì un mezzo per sbloccare la situazione e permettere di negoziare in un secondo momento la soluzione.

Si tratterebbe quindi di violare il diritto internazionale per prendere atto di quanto fatto dai diversi protagonisti in settant’anni e rendere così possibile una soluzione di diritto; il che significa che i negoziati saranno riaperti solo dopo l’accettazione del fatto compiuto.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo