Su proposta del Comitato Nazionale egiziano, 70 deputati della Camera dei Rappresentanti della Libia si sono recati al Cairo per incontrare gli omologhi egiziani.

In un comunicato i deputati libici hanno affermato: – il loro attaccamento all’integrità e sovranità della Libia; – che la Camera dei Rappresentanti è l’unica istituzione democraticamente eletta; – il loro attaccamento ai valori democratici espressi nella Dichiarazione Costituzionale e nei suoi emendamenti; – che si appellano al primo ministro per trovare una soluzione alla crisi di legittimità; – che vogliono l’indizione di una sessione per la designazione di un governo di unione nazionale.

Dall’aggressione della Libia da parte della NATO, in violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU, e dall’assassinio di Muammar Gheddafi il Paese è diviso secondo demarcazioni tribali e ogni sorta di Stato straniero tenta d’impadronirsene. Il governo di Tripoli, creato e sostenuto dall’ONU, è in realtà composto da Fratelli Mussulmani e appoggiato da Qatar e Turchia. L’Assemblea eletta a Tobruch è invece sostenuta da Egitto e Arabia Saudita.

Per la prima volta l’Assemblea di Tobruch è appoggiata non da un esecutivo, bensì da un’altra istituzione elettiva. La distinzione tra i due campi non è più quindi soltanto tribale, ma ora oppone la Confraternita dei Fratelli Mussulmani a rappresentanti democraticamente eletti.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo