Il 5 febbraio 2021 la Camera Preliminare I della Corte Penale Internazionale (CPI) si è dichiarata competente a giudicare eventuali crimini commessi nei territori occupati da Israele dal 1967, ossia Gaza e Cisgiordania, nonché Gerusalemme Est.

È una decisione che non riguarda né lo statuto preciso dello Stato di Palestina né i suoi confini, ma esclusivamente la competenza della Corte.

L’istituzione della Corte si basa sulla risoluzione 67/19, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 29 novembre 2012, che «[ha riaffermato] il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e all’indipendenza in uno Stato di Palestina situato sul territorio palestinese occupato dal 1967».

La decisione della CPI apre la strada a una condanna d’Israele per crimini di guerra e crimini contro l’umanità perpetrati nei confronti degli abitanti di Gaza, di Cisgiordania, nonché di Gerusalemme Est.
Non è però ancora precisato se alcune clausole degli Accordi di Oslo vietino alla Corte di emettere mandati di comparizione, se non addirittura mandati di cattura contro criminali presunti, in particolare contro i membri delle Forze di Difesa (Tsahal) e del governo israeliano.

Fino a oggi nessuno era ritenuto responsabile dei crimini commessi nei territori occupati della Palestina.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo

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