Secondo Voice of America, l’amministrazione Biden ha deciso di costruire una nuova base militare nella Siria occupata [1].

Il 6 febbraio 2021 sono arrivati a Hassaké una cinquantina di camion carichi di materiale da costruzione.

Durante il mandato Trump, la Casa Bianca ha ordinato tre volte il ritiro delle truppe USA, presenti illegalmente in Siria. Pentagono e CIA, con la complicità dell’inviato speciale del presidente, James Jeffrey, chiesero dapprima rinvii, poi sostennero che le truppe servissero per prevenire il ritorno di Daesh. In realtà mercenari kurdi sfruttavano pozzi di petrolio insieme a una società USA. I profitti andavano in parte ai mercenari, in parte alimentavano i fondi neri che la CIA usa per finanziare operazioni segrete in altre regioni del mondo, fuori dal controllo del Congresso.

Oggi invece l’amministrazione Biden rafforza la presenza militare USA in Siria – contravvenendo al diritto internazionale e alle risoluzioni delle Nazioni Unite – per fare pressione sulla Russia e sui Guardiani della Rivoluzione iraniani e riprendere la strategia Rumsfeld/Cebrowski: le guerre senza fine iniziate in Medio Oriente Allargato dai presidenti George W. Bush e Barack Obama e interrotte dall’amministrazione Trump.

Il nuovo segretario alla Difesa, generale Lloyd Austin, alla fine del mandato di Obama sovrintese alle guerre del Medio Oriente Allargato, inclusa quella della Siria. Austin allestì anche un programma di 500 milioni di dollari per formare i “ribelli” siriani: non trovandone, si limitò a formare soltanto «quattro o cinque» soldati, come lui stesso ammise davanti al senato.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo

[1] “US Forces Reportedly Building New Base in Northeast Syria”, Sirwan Kajjo, Voice of America, February 9, 2021.