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Tsahal ripulisce la frontiera dai tunnel dello Hezbollah

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Il 4 dicembre 2018 le Forze di Difesa israeliane hanno avviato l’operazione Scudo del Nord per distruggere i tunnel scavati dallo Hezbollah libanese nella no man’s land tra i due Paesi, istituita dalle Nazioni Unite.

Da quattro anni lo Hezbollah costruisce tunnel in questa zona e si prepara, in caso di attacco israeliano, a passare sotto il confine per essere in grado di rispondere allo Stato ebraico.

Lo Tsahal possiede sonar di rilevamento dei tunnel, un’attrezzatura che aveva soltanto l’esercito cinese, ma che ora gli israeliani hanno messo a punto contro Hamas alla frontiera di Gaza. La Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (FINUL) è composta da soldati di una quarantina di Paesi. Alcune nazioni partecipano con un unico osservatore, altre, come Spagna, Francia, Ghana, India, Indonesia, Italia, Malesia e Nepal, con oltre 500 soldati. Parte degli ufficiali della FINUL è collegata a Israele, parte allo Hezbollah.

Il 30 novembre lo Hezbollah aveva diffuso un video sottotitolato in ebraico in cui avvertiva che, in caso di guerra provocata da Israele, avrebbe risposto attaccando diversi obiettivi, come fabbriche chimiche, la Kyria (sede del comando di stato-maggiore), nonché la centrale nucleare di Dimona. Il video termina con il messaggio: «Se osate attaccare ve ne pentirete!». Non esiste problema di tunnel, dato che lo Hezbollah ora possiede missili non paragonabili a quelli della guerra del 2006.

Israele insiste a considerare “terroristi” i soldati dello Hezbollah, ma quella che un tempo era una rete di resistenza all’occupante è diventata, in particolare durante la guerra in Siria, un vero e proprio esercito regolare, uno dei migliori del Medio Oriente.

Secondo l’intelligence israeliana, l’Iran avrebbe fatto avere allo Hezbollah materiale militare sofisticato, trasportandolo per mezzo di un aereo civile atterrato a Beirut. Si tratterebbe di un tipo di operazione che non si vedeva da diversi anni.

Da due mesi i consiglieri militari iraniani e le milizie sostenute dall’Iran si stanno ritirando da Siria e Iraq. Israele teme che quest’apparato militare sia presto dispiegato in Libano.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo

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Voltaire, edizione internazionale

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