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La geopolitica dei gasdotti ad un punto di svolta
di M. K. Bhadrakumar
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Focus
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Il 6 Gennaio 2010, l’Iran e il Turkmenistan hanno inaugurato il gasdotto Dovletabat-Sarakhs-Khangiran, un progetto congiunto di portata eccezionale. Questo importante passo avanti potrebbe davvero rovesciare gli accordi della «Grande scacchiera» per il controllo dell’ energia: gli Stati Uniti sono messi fuori gioco dai loro concorrenti, senza che questi ultimi ne provochino l’aggressione e lo spargimento di sangue di cui gli americani erano stati responsabili nel corso delle operazioni di sicurezza delle strade di accesso. Se il futuro dell’energia non è il petrolio ma di gas, allora il controllo del Medio Oriente potrebbe passare attraverso il bacino del Mar Caspio.
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Il fatale premio geologico chiamato Haiti
di F. William Engdahl
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Francoforte (Germania)
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Haiti: donazioni per pagare un debito abietto?
di Éric Toussaint, Sophie Perchellet
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Google attacca la Cina mentre si intensifica l’ostilitra’tra Washington e Pechino
di Webster G. Tarpley
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Washington (Stati Uniti)
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Nel regolamento dei conti tra Google e il governo cinese, i mezzi di comunicazione dipingono Google come un difensore della libertà su internet e un sostenitore dei diritti umani del popolo cinese. Una totale ipocrisia, se si considera che Google fa parte di un cartello di società operanti in internet, che complottano assieme all’apparato d’intelligence statunitense, anche per la destabilizzazione di governi stranieri. Ci si può stupire, allora, se le autorità cinesi percepiscono Google come un canale di propaganda nera? Comunque sia, l’attuale alterco non è altro che un elemento in un più ampio tiro alla fune geopolitico ed economico tra i due Paesi, in cui la Cina sembra avere la meglio.
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Washington prevede un nuovo 11 settembre tra sei mesi
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Il Dalai Lama e Obama : incontro tra i due Premi Nobel della menzogna
di Domenico Losurdo
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Urbino (Italia)
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Il velo, sintomo della modernita’
di Tülay Umay
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Bruxelles (Belgio)
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Il discorso dominante stigmatizza il velo “islamico” come segno religioso che mette in crisi il patto laico, come rifiuto comunitario di integrazione da parte della comunità, o ancora sottomissione al potere maschile. Tuttavia la ricerca effettuata sul campo dalla sociologa Tülay Umay mostra un significato completamente diverso della scelta di questo indumento. Esso afferma un’identità femminile personale e incita gli uomini alla rivolta.
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