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Una commissione d’inchiesta sulla morte dei soldati che uccisero bin Ladin

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La sottocommissione di sorveglianza del governo della Camera dei Rappresentanti dovrebbe avviare una commissione d’inchiesta sulla morte della squadra di Navy SEAL che uccise Usama bin Ladin ad Abbotabbad (Pakistan), il 1 maggio 2011, ha annunciato il Presidente Jason Chaffetz (R-Utah).

Il 6 agosto 2011, in Afghanistan, un razzo distrusse un elicottero uccidendo 38 persone a bordo: sette soldati delle truppe afghane e dei soldati statunitensi, tra cui 15 membri della squadra Navy SEAL 6.

Molti afgani che dovevano a prendere posto nell’elicottero si rifiutarono inspiegabilmente di partire all’ultimo minuto. Le famiglie delle vittime pensano che sapessero che il velivolo sarebbe stato abbattuto. I militari li cremarono senza informare le famiglie delle vittime. Secondo loro, i taliban si vendicarono della morte di Usama bin Ladin.

Nel 2001, Usama bin Ladin era molto malato e sopravviveva solo con la dialisi. Morì nel dicembre 2001 e le autorità britanniche hanno certificato di aver monitorato il suo funerale. Tuttavia, nastri audio e video di lui furono diffusi per anni da al-Jazeera. Furono autenticati dalle autorità degli Stati Uniti o da società israeliane, ma tutti furono smentiti dall’istituto Dalle Molle, punto di riferimento mondiale in consulenza giudiziaria.

Le autorità degli Stati Uniti rimossero il corpo della persona uccisa ad Abbotabbad, durante l’operazione Tridente di Nettuno, in modo che non fosse oggetto di culto.

In violazione del suo statuto, la CIA aiutò segretamente la realizzazione di due film hollywoodiani sull’esecuzione di Usama bin Ladin, elogiando la tortura come fonte di informazioni.

Leggasi la preveggenza di Thierry Meyssan in "Riflessioni sull’annuncio ufficiale della morte di Osama bin Laden", Rete Voltaire, 4 maggio 2011.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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