Rete Voltaire
Indagini, analisi di sfondo, sintesi originali
 
 
 
 
 
 
Macchine per votare, Macchine per truccare Parigi (Francia) | 12 giugno 2007
Gli scrutini presidenziali e legislativi del 2007 in Francia rischiano di dare luogo ad una polemica che potrebbe essere tanto intensa quanto quella avutasi durante l’elezione di George Bush alla presidenza degli Stati Uniti nel 2002. Ci si ricorda che da tutto il paese erano affluiti lamentele e ricorsi, che lo spoglio era durato più di un mese, e che poi la Corte suprema aveva designato George W. Bush, ordinando la sospensione del riconteggio delle schede. Questo disordine era in gran parte dovuto all’utilizzo di "macchine elettorali". Da allora, numerosi studi condotti dai laboratori di ricerca, dalle commissioni di governo e dalle commissioni di esperti indipendenti seminano il dubbio sulla veridicità degli scrutini nei quali sono utilizzati i dispositivi per il voto elettronico. Tali macchine saranno utilizzate in numerose circoscrizioni francesi durante le elezioni presidenziali e legislative del 2007. Con il rischio di mettere in dubbio la legittimità dei nuovi (...)
 
 
L'Albert Einstein Institution: la versione CIA della nonviolenza Parigi (Francia) | 4 giugno 2007
La nonviolenza come tecnica di azione politica può essere impiegata non importa per quale scopo. Negli anni ’80, la NATO si è interessata alla sua utilizzazione per organizzare la resistenza in Europa dopo un’invasione dell’Armata Rossa. Da quindici anni, la CIA ne fa uso per rovesciare governi recalcitranti, senza sollevare l’indignazione internazionale. Essa dispone a questo scopo di una gradevole vetrina ideologica, l’Albert Einstein Institution del filosofo Gene Sharp, che ha giocato un ruolo, dall’Iraq alla Lituania, passando per il Venezuela e l’Ucraina. Per gratificarli della loro efficienza, i membri dell’Albert Einstein Institution hanno ricevuto due riconoscimenti eccezionali: Thomas Schelling si è visto attribuire il premio Nobel per l’economia 2005 e Peter Ackerman è succeduto a James Woolsey alla testa della Freedom House. Sconosciuto al grande pubblico, il filosofo Gene Sharp [nella foto] ha elaborato una teoria della nonviolenza come arma politica. Per conto della NATO, poi (...)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Intervista esclusiva con il vice Primo ministro palestinese
Naser Shaer: «I Palestinesi sono uniti nell’affrontare le sanzioni»
di Silvia Cattori
 
 
 
 
 
 
 
Alleanza militare all’ombra degli Stati Uniti
La ’Guerra al terrorismo’, nuova missione della NATO
di Cédric Housez
La 'Guerra al terrorismo', nuova missione della NATO Parigi (Francia) | 1 settembre 2006
Nata per proteggere i paesi occidentali dalla minaccia del blocco sovietico, la NATO (Organizzazione del trattato del Nord Atlantico) avrebbe dovuto sparire assieme alla Guerra fredda. Invece si è ingrandita, e per giustificare il proprio perpetuarsi si è inventata un nuovo nemico: "il terrorismo internazionale". La guerra del Kosovo, contro la Serbia, ha fornito un precedente per la possibilità di attaccare senza il previo accordo delle Nazioni Unite un paese che non costituisce minaccia. A questo primo passo ha fatto ben presto seguito l’aggressione all’Afganistan, questa volta al di fuori del continente europeo. In nome della "guerra al terrorismo", a poco a poco l’Alleanza atlantica sta disponendo in ordine di battaglia le armate dei paesi membri.