L’intellettuale svizzero Jean Ziegler, conosciuto per il suo lavoro sociologico sui paesi del Terzo Mondo, ma anche per la sua posizione di sostegno ai movimenti popolari e rivoluzionari del terzo mondo dall’inizio degli anni sessanta, ha detto il 23 agosto 2011, alle telecamere della rete svizzera TSR, di cui era ospite presso il telegiornale (vedi video), che "era molto dispiaciuto di aver stretto la mano a Gheddafi", proclamando il suo mea culpa davanti ai telespettatori.

Jean Ziegler è attualmente Vicepresidente del Consiglio consultivo per i diritti dell’uomo delle Nazioni Unite ed è stato, dal 2000 al 2008, il relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto all’alimentazione. Il suo rapporto sugli abusi commessi dal governo di Israele contro il popolo palestinese, nei territori sotto l’occupazione israeliana, ha ottenuto numerosi premi quale grande difensore dei diritti umani degli oppressi.

Molte persone riconoscono che Jean Ziegler aveva preso posizioni coraggiose per delle giuste cause del mondo, nella sua carriera d’intellettuale della sinistra politica, mentre altri credono che le sue azioni siano contraddittorie e spesso ipocrite e opportuniste. Così, alla Fiera Internazionale del Libro di Ginevra, durante un dibattito con lo pseudo-rivoluzionario francese Regis Debray, si è dichiarato pubblicamente a favore del bombardamento Nato della Jugoslavia, cosa che non corrisponde con il quadro del suo lavoro cosi come viene presentato.

A questo proposito, il Sig. Jean Ziegler non ha mai preso una posizione pubblica sulla questione dell’11 settembre 2001, un evento accaduto durante l’amministrazione di George W. Bush, un evento importante perché ha portato a delle leggi ingiuste che limitano la libertà dei cittadini in molte parti del mondo, ed ha scatenato l’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq. Inoltre, gli Stati Uniti hanno utilizzato il terrorismo dell’11 settembre come scusa per le torture e le violazioni sistematiche dei diritti umani in luoghi diversi. Réseau Voltaire ha organizzato e invitato intellettuali provenienti da tutto il mondo per discutere l’argomento, ma Ziegler non ha mai voluto partecipare e ci ha detto che è impossibile parlare di un argomento così difficile, soprattutto, dopo che occupava una posizione di relatore speciale delle Nazioni Unite.

Il lavoro e le opere di Jean Ziegler sono state considerato come la voce e la coscienza dei popoli oppressi del mondo. E’ proprio questo senso di coscienza intellettuale che vogliamo evidenziare. Noi crediamo che ogni intellettuale sia libero di avere la sua visione e la sua posizione politica, e che allo stesso tempo può sbagliarsi. Ma crediamo anche che, prima di tutto, egli debba sostenere la sua onestà intellettuale, e riconoscere sia i successi come i fallimenti.

Jean Ziegler come ospite della televisione svizzera ha detto: "Mi dispiace di aver stretto la mano a Gheddafi", una confessione che ha dato l’impressione di voler rifarsi la propria verginità. Ma Jean Ziegler non ha detto nulla di quando riceveva per anni uno stipendio come consulente per una ONG discreta chiamata Nord-Sud XXI, con sede a Ginevra. Questa ONG era un’istituzione finanziata dallo stesso Gheddafi e Jean Ziegler lo sapeva (...) Ci chiediamo quindi che, una volta che abbattuta la Jamahiriya dalla NATO, Jean Ziegler si rammarica del fatto che ha stretto la mano ai vinti, ma non si ricorda che questa mano l’ha mantenuto, e che senza di essa, non poteva intraprendere le ricerche eccezionali che ha compiuto.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio