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La lotta di Miguel d’Escoto Brockmann alle Nazioni Unite
La "responsabilità di proteggere": la legittimazione dell’ingerenza?
di Silvia Cattori
La "responsabilità di proteggere": la legittimazione dell'ingerenza? Bruxelles (Belgio) | 1 ottobre 2009
La "comunità internazionale" – come dire, in pratica, gli Stati occidentali – non si sono mai dimostrati capaci di proteggere le popolazioni minacciate dalla carneficina di massa. Prima della conclusione del suo mandato, il Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il signor Miguel d’Escoto Brockmann, molto preoccupato dalla nuova dottrina denominata "responsabilità di proteggere" – presentata dalle grandi potenze come un mezzo per prevenire i crimini di massa – ha invitato alle Nazioni Unite intellettuali di primo piano, come Jean Bricmont e Noam Chomnsky, per discutere sull’argomento. Infatti, anziché proteggere i popoli, questa dottrina accettata con "entusiasmo" dai paesi occidentali nel 2005, potrebbe contribuire ad esporli a nuovi massacri. Gli ideologi che l’hanno sostenuta sembrano usarla per giustificare l’intervento militare, tentando di inscrivere nel diritto internazionale il "diritto di intervento umanitario". Mr. Bricmont è stato così gentile da rispondere alle (...)