I membri della Commissione per le Forze Armate della Camera dei rappresentanti sono stati invitati a un’audizione a porte chiuse su una nuova minaccia.

Due sottosegretari alla Difesa, Jennifer C. Walsh (Politica di Difesa) e Griffin Decker (Ricerca), hanno spiegato che la “sindrome dell’Avana”, erroneamente attribuita ai cubani, è una ferita procurata da una nuova arma, di cui gli Stati Uniti non dispongono.

Quest’arma “a energia diretta”, probabilmente inventata dalla Russia o forse dalla Cina, è già stata utilizzata contro truppe USA in America Latina e nel Medio Oriente Allargato. Causa disturbi all’udito e all’equilibrio, nonché violenti mal di testa. I sintomi possono durare mesi e privano dei riflessi chi ne è colpito. Secondo i sottosegretari alla Difesa, nel mondo è stato constatato un numero crescente di attacchi di questo tipo contro personale statunitense, messo in grave pericolo.

I primi attacchi avvennero nel 2017, nelle ambasciate degli Stati Uniti in Canada e all’Avana. Da qui la sindrome ha preso il nome.

Il generale Frank McKenzie, responsabile del CentCom, contraddicendo il Pentagono, ha però dichiarato che non era a conoscenza di attacchi di questo tipo avvenuti in Medio Oriente.

«Exclusive: U.S. troops increasingly vulnerable to directed-energy attacks, Pentagon tells lawmakers», Lara Seligman & Andrew Desiderio & Betsy Woodruff, Politico & South China Morning Post, April 22, 2021.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo