Gli Stati Uniti hanno formato di nuovo il Quadrilateral Security Dialogue (QSD), detto i “Quad”, un gruppo anticinese composto con il Giappone, l’Australia e l’India, attivo dal 2007 al 2010. Quest’alleanza strategica si era arenata dopo un cambio di governo a Canberra.

L’amministrazione Trump sta ora ideando un contro-progetto da opporre a quello cinese di nuove vie di comunicazione che ricalchino il modello dell’antica via della seta.

Nel 2009 il Partito Comunista Cinese ha scelto il generale Xi Jinping per elaborare un sistema di comunicazione mercantile che copra l’insieme del pianeta. Diventato presidente, Xi ha gradualmente rivelato il proprio progetto che transiterà per quasi 70 Paesi, al costo di 124 miliardi di dollari.

I Quad si sono riuniti a novembre 2017, a margine del vertice dell’ASEAN [Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico, ndt]. Le grandi linee del loro progetto saranno discusse alla Casa Bianca il 23 febbraio 2018 dal primo ministro australiano, Malcolm Turnboll, e dal presidente Donald Trump.

A dicembre scorso il governo australiano ha pubblicato il 2017 Foreign Policy White Paper, in cui prevedeva un impegno degli Stati Uniti per contrastare la Cina.

Il 15 febbraio 2018 l’ammiraglio Kurt Tidd, capo del SouthCom, ha violentemente denunciato il pericolo che la via della seta rappresenta per l’influenza degli Stati Uniti.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo