La Turchia ha emesso 48 mandati d’arresto contro altrettanti militanti curdi implicati nei combattimenti in Siria, tra cui Salih Muslim, copresidente del PYD (il principale partito dei curdi siriani).

Il 31 ottobre 2014 Salih Muslim era stato ricevuto all’Eliseo da François Hollande per partecipare segretamente a una riunione con Recep Tayip Erdoğan. In conformità al piano Juppé-Davutoğlu [ministri degli Esteri di Francia e Turchia nel 2011, ndt], Hollande, Erdoğan e Muslim dovevano trovare un accordo per la creazione di uno pseudo-Kurdistan in territorio siriano, nel quale trasferire i curdi di Turchia. Con l’appoggio di Francia e Turchia, Muslim sarebbe stato proclamato presidente del nuovo Kurdistan.

Con questo accordo, Salih Muslim ha tradito la lotta del suo popolo, gli impegni del suo partito e quelli della sua figura tutelare, Abdullah Öcalan, nonché l’ospitalità della Siria. In effetti, il Kurdistan storico non si trova affatto in Siria, bensì negli attuali territori di Turchia e Iraq.

Ciononostante, la repressione che si è abbattuta sulla comunità curda della Turchia, nel suo insieme, ha modificato la situazione, inducendo Salih Muslim a rivoltarsi contro il presidente Recep Tayip Erdoğan, che l’ha così abbandonato.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo