La Corte europea dei diritti dell’uomo, in una sentenza non definitiva, ha condannato la Polonia per aver mancato ai propri obblighi consentendo alla CIA di aprire una prigione segreta (nome in codice "Quartz") sul suo territorio.

La Corte è stata invocata dal palestinese Abu Zubaydah e dal saudita al-Nashiri, che hanno fornito la prova di essere stati detenuti in Polonia nel 2002 e 2003, e di essere stati torturati. Basandosi soprattutto sulla relazione del senatore Dick Marty del Consiglio d’Europa [1].

Il governo polacco aveva autorizzato la CIA ad aprire un carcere nella base per l’addestramento dell’intelligence di Stare Kiejkuty, non lontano dalla città di Szczytno nel nord.

Abu Zubaydah fu rapito a Dubai e al-Nashiri in Pakistan. In entrambi i casi, la Corte ha concluso che la Polonia non ha adempiuto agli obblighi dell’articolo 38 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (fornire tutti i servizi necessari per lo svolgimento efficace delle indagini).

In entrambi i casi, il Tribunale ritiene inoltre che vi sia stata:
- violazione dell’articolo 3 della Convenzione (divieto di tortura e trattamenti inumani o degradanti), sul piano materiale e procedurale;
- violazione dell’articolo 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza della persona);
- violazione dell’articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare);
- violazione dell’articolo 13 (diritto ad un ricorso effettivo);
- violazione dell’articolo 6 # 1 (diritto ad un processo equo).

Riguardo ad al-Nashiri, il Tribunale ritiene inoltre che vi sia stata la violazione dell’articolo 2 (diritto alla vita) e 3 della Convenzione combinato con l’articolo 1 del Protocollo n∞ 6 della Convenzione (abolizione la pena di morte).

Documenti allegati


Case of Al-Nashiri
(PDF - 1.4 Mb)

Case of Husayn Abu Zubaydah
(PDF - 1.3 Mb)

Traduzione di Alessandro Lattanzio