L’Arabia Saudita ha avviato un programma di costruzione in Bangladesh di 560 moschee, ha annunciato, a Dacca, in piena campagna elettorale, la prima ministra bengalese, sceicco Hasina.

Gli imam wahabiti di queste «moschee modello» diffonderanno «il messaggio di pace dell’islam» ha dichiarato Hasina. Ogni moschea avrà anche un centro culturale.

Le nuove moschee formeranno una rete in ciascun distretto del Paese, il che dimostra che non rispondono a un bisogno, bensì a un disegno strategico.

Per rassicurare le minoranze indù e cristiana, la prima ministra ha precisato che il programma garantirà a tutti i cittadini la libertà di praticare la propria religione, conformemente allo spirito dell’islam.

Alla fine degli anni ’80 l’Arabia Saudita organizzò in Algeria analogo programma, riuscendo a separare la popolazione rurale dalle istituzioni statali e a riunirla al seguito di imam wahabiti, preparando così il Paese all’attacco degli jihadisti e alla guerra civile.

In occasione del discorso del presidente Trump a Riad, a maggio 2017, l’Arabia Saudita si era impegnata a non usare più l’islam come mezzo per diffondere il jihadismo.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo