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Le armi della “Guerra stellare” sono già pronte

Nel tentativo di riconquistare il predominio, gli Stati Uniti hanno rilanciato la corsa agli armamenti, in particolare la “Guerra stellare”. Gli Stati Uniti già possiedono il missile SM-3 Block 1b, mentre la Russia si dota della navetta senza pilota M-55.

| Bucarest (Romania)
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Rosmocosmos ha pubblicato un disegno del prototipo della navetta russa riutilizzabile e senza pilota. Il drone è lanciato da un aereo M-55 a una quota di tangenza di 21.830 metri. Dopo il lancio, la navetta avvia il sistema di propulsione. Questo sistema è lo stadio di posizionamento del satellite geostazionario; si chiama Breeze M.

Questa navetta suborbitale non è una novità. Nel periodo 1959-1968 l’aereo statunitense X-15 raggiunse il record di velocità di 7.258 chilometri l’ora (Mach 6,7) e di altitudine, a 107.960 metri. Il motore dell’X-15 funzionò per 150 secondi, il Breeze M ha già funzionato per 3.200 secondi e può essere disattivato e riavviato. Oltre al motore di propulsione (14D30), il complesso Breeze dispone di 12 piccoli motori di orientamento e di 4 motori vernieri che permettono manovre nello spazio.

Qual è la missione di questo drone aerospaziale?

L’altitudine massima e il raggio d’azione dei droni prodotti dalla tecnica aerospaziale russa sono all’incirca identici a quelli dei missili antibalistici statunitensi SM-3 Block 1b. Per questa ragione credo siano destinati alle stesse missioni. Ricordiamoci del periodo immediatamente successivo al dispiegamento di missili nucleari in Europa e del lancio della “Guerra stellare” da parte dell’amministrazione Reagan. L’URSS aveva allora concepito la stazione orbitale Naryad V, messa in orbita con il razzo UR-100. La stazione era in realtà un sistema Breeze M, armato di missili aria-aria guidati.

Naryad V ricevette da terra l’ordine di modificare i parametri orbitali, di avvicinare e distruggere i satelliti in orbita all’altezza di 40.000 chilometri. La priorità era data ai satelliti di comunicazioni militari USA, utilizzati per spiare le reti di comunicazione terrestri, navali, aeree e anche di allarme, in caso di lancio di missili da parte dell’Unione Sovietica. Altra missione della stazione orbitale di Naryad era distruggere i missili balistici statunitensi già lanciati.

Il drone aerospaziale suborbitale russo è una stazione Naryad V che assolve il proprio compito senza dover orbitare attorno alla Terra. Per individuare e seguire i missili balistici, i satelliti in orbita bassa, i droni russi devono essere equipaggiati con un sistema ottico a infrarossi ad alta risoluzione (Sapsan) e di un telemetro laser per determinare la distanza che li separa dall’obiettivo. Il sistema Sapsan è montato su aerei russi. I missili aria-aria K-74M (izdeliye 750) possono essere lanciati dalle estremità delle ali. Nello spazio questi missili non incontrano alcuna resistenza e possono colpire un obittivo situato a 40.000 chilometri.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo

L’articolo è su licenza Creative Commons

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