Il 22 ottobre 2020 il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, è stato intervistato dal quotidiano giapponese Nikkei. Aliyev ha spiegato che gli azerbaigiani hanno sempre rispettato gli armeni, i quali però hanno commesso un genocidio nei confronti degli azerbaigiani (sic).

Affrontando la questione del diritto all’autodeterminazione della popolazione armena dell’Alto Karabakh, stipulato dai Principi di Madrid, il giornalista gli ha chiesto se approvi il principio d’un referendum. Ecco la risposta di Aliyev:

«No, certo che no. Non ci sarà un referendum nell’Alto Karabakh, non saremo mai favorevoli. Non lo eravamo durante i negoziati, a maggior ragione non lo siamo ora che abbiamo riconquistato gran parte del territorio; è fuori questione. Per quel che riguarda l’autodeterminazione, gli armeni si sono già autodeterminati. Hanno uno Stato armeno indipendente. Pensi a cosa succederebbe se gli armeni si autodeterminassero ovunque vivono. Quante piccole Armenie ci sarebbero nel mondo? È un approccio controproduttivo. L’autodeterminazione è un principio importante del diritto internazionale, ma non deve violare l’integrità territoriale dell’Azerbaigian. Esistono diversi tipi di autodeterminazione. Esistono diversi tipi di comunità. In riferimento all’autonomia culturale, per esempio. Ci sono esempi nei Paesi sviluppati dell’Europa, laddove sono tutelati alcuni diritti delle persone all’interno delle proprie municipalità, delle proprie comunità, come avviene in qualsiasi zona dell’Azerbaigian, naturalmente; gli armeni che vivono in Azerbaigian possono vivere con questa forma di relazione. Ma non autorizzeremo la creazione di un secondo Stato armeno sul territorio dell’Azerbaigian. È fuori questione. In altri termini, non ci sarà referendum, mai!»

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo